(AGENPARL) - Roma, 16 Maggio 2024 - (AGENPARL) – gio 16 maggio 2024 Uno studio di un gruppo di ricerca italo-inglese coordinato dall’Università
di Oxford e di cui fa parte il team del Cladibior (Central Laboratory of
Advanced Diagnosis and Biomedical Research) del Policlinico di Palermo,
appena pubblicato sulla prestigiosa rivista PNAS (Proceedings of the
National Academy of Sciences USA), la rivista ufficiale della Accademia
Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, ha sviluppato una nuova modalità
terapeutica della tubercolosi che potrebbe rivoluzionare la cura dei casi
gravi e resistenti alle terapie attuali. Lo studio (An HLA-E-targeted TCR
bispecific molecule redirects T cell immunity against Mycobacterium
partecipazione della Immunocore, spin-off dell’Università di Oxford,
insieme al gruppo del Cladibior dell’AOUP, diretto dal Professore Francesco
Dieli e composto dalla Professoressa Nadia Caccamo e dai ricercatori Marco
Pio La Manna e Giusto Davide Badami.
I ricercatori hanno testato la capacità di un anticorpo, Bispecific T cell
engager (BiTE) prodotto dall’Università di Oxford, nell’attivare tutti i
linfociti T in grado di eliminare le cellule infettate dal *Mycobacterium
tuberculosis*, l’agente eziologico della tubercolosi.
I BiTEs, che in inglese significa “morso”, sono anticorpi bi-specifici più
recenti e rappresentano la più importante nuova frontiera terapeutica,
soprattutto in oncoematologia.
Con oltre 10 milioni di nuovi casi stimati e 1.3 milioni di morti nel 2022,
la tubercolosi rappresenta ancora oggi la principale causa di morte tra le
malattie infettive. Inoltre, sono sempre più frequenti le forme causate da
ceppi multiresistenti che rendono più complesso il programma di
eradicazione della malattia sviluppato dall’OMS. Circa 2 miliardi di
persone (il 25% della popolazione mondiale) risulta infettata in modo
latente dal *Mycobacterium tuberculosis*, ma con un rischio di
riattivazione della malattia stimato nel 10% durante la vita di un
individuo e che tuttavia aumenta di 200 volte nei soggetti immunodepresse,
coinfettati dal virus HIV o sottoposti a terapie con farmaci biologici.
“In questo contesto, – spiega Dieli – diventa necessario lo sviluppo di
nuove terapie volte a potenziare la risposta immunitaria dell’ospite nei
confronti del patogeno, le cosiddette host-directed therapies”.
L’importanza e l’originalità dello studio italo-inglese consiste nell’avere
sviluppato ed utilizzato un BiTE di nuova generazione, chiamato ImmTAC, che
permette il riconoscimento di antigeni estranei presenti all’interno delle
cellule infettate. Questa tecnologia è già stata utilizzata per lo sviluppo
di altre molecole, attualmente in fase di trials clinici per alcune
tipologie di cancro e per alcune malattie infettive.
“I risultati ottenuti e pubblicati su PNAS – conclude Dieli – aprono la
strada per utilizzare ImmTAC nei trials clinici su pazienti affetti da
tubercolosi, al fine di ridurre i tempi della terapia antitubercolare”.
Il Commissario straordinario del Policlinico, Maria Grazia Furnari, si
complimenta con il Professore Dieli e il suo team: “Sono lieta del successo
della ricerca medica del Cladibior e per le significative ricadute che avrà
sui pazienti. I risultati di questa ricerca promettono di rivoluzionare
l’approccio alla cura della tubercolosi, offrendo nuove terapie più
efficaci, meno invasive e personalizzate per i pazienti. Siamo determinati
a tradurre questi progressi in soluzioni tangibili che migliorino la vita
di coloro che affrontano sfide di salute. Continueremo a perseguire
l’eccellenza scientifica e a lavorare verso un futuro in cui ogni individuo
possa godere di una migliore qualità della vita e di cure mediche più
efficaci”.
Il professore Marcello Ciaccio, presidente della Scuola di Medicina
aggiunge: “Mi congratulo con il professore Dieli per l’importante studio
che conferma la valenza del suo gruppo di ricerca in questo settore. È
molto gratificante e motivo di orgoglio per la Scuola di medicina avere
ricercatori in grado di raggiungere traguardi internazionali”.
Tiziana Lenzo
Ufficio Stampa
Azienda Ospedaliera Universitaria
Policlinico “Paolo Giaccone”
90127 Palermo
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