(AGENPARL) - Roma, 2 Febbraio 2024 - (AGENPARL) – ven 02 febbraio 2024 COMUNICATO STAMPA
“Le proteste? Agricoltori esasperati, Ue cieca e sorda”
Il presidente Ballani: “Libertà ai nostri associati di scendere in piazza. Ma per portare
a casa risultati bisogna continuare il lavoro di pressing ai tavoli istituzionali”
Rovigo, 2 febbraio 2024 – “Purtroppo i vertici dell’Europa non hanno compreso il
livello di esasperazione che provano gli agricoltori e continuano a proseguire con la
politica dei vincoli e dei divieti. E questo è il risultato”. Lauro Ballani, presidente di
Confagricoltura Rovigo, commenta così la protesta degli agricoltori, che da settimane
infiamma tutta Europa e che lunedì 5 febbraio arriverà a Rovigo, con una
manifestazione in centro città che vedrà la sfilata dei trattori com’è accaduto a Verona e
Mantova.
Anche Confagricoltura Veneto, sollecitata dagli associati, sta considerando di scendere
in piazza a Padova per far sentire la voce del malcontento e ribadire le richieste che
sono state avanzate su tutti i tavoli istituzionali, da Roma a Bruxelles.
“Le esigenze degli agricoltori in Europa in questi anni non sono state ascoltate –
sottolinea Ballani -, tanto che l’Ue ha chiesto di diminuire la produttività del 20%. In
questi giorni, in seguito alle nostre richieste e sull’onda delle proteste, la Commissione
UE ha deciso per il 2024 di riproporre la deroga all’obbligo del 4% delle terre
improduttive, inserendo però il vincolo di destinare il 7% della superficie a colture
intercalari come le leguminose o azotofissatrici come la soia, da coltivare senza
l’impiego di prodotti fitosanitari. Posta così la deroga diventa penalizzante. Noi
chiediamo una deroga vera, senza nuovi vincoli, e lo slittamento di un anno della
rotazione, perché vogliamo poter produrre per restare competitivi sul mercato. La Pac,
la Politica agricola comune, va riallineata alla situazione socioeconomica attuale, con
una visione che tenga conto del Covid e della guerra in Ucraina”.
In merito all’Ucraina, Ballani ricorda come l’Ue proponga di rinnovare per un altro
anno le misure che aboliscono i dazi per le produzioni provenienti dall’Ucraina, con
clausole di salvaguardia come quella che riguarda le uova, il pollame e lo zucchero. “A
pagare il sostegno non possono essere gli agricoltori europei – spiega Ballani -. Ricordo
che nel 2023 le esportazioni dell’Ucraina verso l’Europa sono raddoppiate. Alle
importazioni vanno imposti chiari limiti, soprattutto a quei prodotti che non rispettano
gli standard di qualità dell’Unione Europea. Altrimenti metteranno in ginocchio le
aziende agricole: ogni anno il 2% chiude”.
In merito alla protesta di lunedì, il presidente tiene a precisare che “ai nostri soci
lasciamo la massima libertà di partecipare. Ma al di là della piazza, che è comunque
utile per far sentire la voce degli agricoltori di tutta Europa, serve poi una continua
attività di concertazione, per portare a casa risultati concreti per i produttori”.
Trending
- IL COMUNE COMUNICA – Giornata mondiale del diabete 2026: lunedì la presentazione delle iniziative di prevenzione e screening gratuiti
- Audizioni Copasir – Martedì Valensise – Mercoledì Quacivi
- Bardi riceve una delegazione di studenti
- Manovra, Ghio (PD): governo vuole demolire la sanità pubblica. A rischio il diritto universale alla cura
- Maltempo del 21 ottobre, ricognizione dei danni alle aziende agricole
- Scuola. Piccolotti (Avs): Si studi la pace. Le forze progressiste raccolgano la proposta della Regione Umbria. Pronta una mozione di Avs
- Agenzia nr. 1936 – Kyma Ambiente, Di Cuia (FI: “Il Comune indichi subito strategia e risorse. L’azienda e i dipendenti sono un patrimonio da salvaguardare
- Comunicato stampa sottoscrizione contratto decentrato integrativo personale Provincia 30-10-26
- Cortei. Montaruli (FdI): Campo largo in piazza al fianco di Askatasuna che ferisce polizia
- convocazione cc dek 5 novembre 2026