(AGENPARL) - Roma, 30 Novembre 2023 - (AGENPARL) – gio 30 novembre 2023 GEN. GIUSEPPE ARBORE (GUARDIA DI FINANZA) A “GIU’ LA
MASCHERA” (RADIO 1 RAI): “IN ITALIA TROPPE IMPRESE APRI E
CHIUDI NATE PER EVASIONE FISCALE”
Roma, 30 novembre 2023
“Quello delle imprese apri e chiudi è un fenomeno che c’è nelle grandi aree urbane
come Venezia, Milano e Roma e che hanno una connotazione etnica precisa. Sono
soggetti che hanno acquistato una serie di attività commerciali e hanno sostituito
attività tipiche dei cittadini italiani. Ci sono aspetti patologici connessi a questa
penetrazione commerciale, partendo dall’evasione fiscale”. Lo ha affermato il
Comandante regionale della Lombardia della Guardia di Finanza, Generale Giuseppe
Arbore, a “Giù la maschera”, il programma condotto da Marcello Foa in onda su
Radio 1 Rai.
“Un’impresa italiana ha una vita media di 16 anni e mezzo”, ha spiegato il Generale
Giuseppe Arbore, “Mentre qui ci troviamo di fronte ad attività che hanno una durata
inferire a un anno. E qui emerge il tema delle imprese apri e chiudi. Si tratta di
un’impresa temporizzata, che nasce proprio con l’obiettivo di vita meno di un anno,
per sfuggire ai controlli fiscali e contributivi. Abbiamo anche un focus specifico su
quella che è la compagine societaria di queste imprese. E’ emerso che la titolarità
effettiva cambia costantemente. Chiusa un’attività commerciale la stessa prosegue
con un’altra partita Iva. In molti casi il dipendente diventa titolare, e il titolare diventa
dipendente”.
La Guardia di Finanza ha posto grande attenzione a queste realtà, su cui c’è il
sospetto di riciclaggio del denaro sporco, e in particolare alle fonti di finanziamento e
ai trasferimenti verso l’estero dei proventi di queste attività. “Abbiamo fatto un focus
specifico al riguardo”, ha proseguito Giuseppe Arbore, “Sia chiaro. Il denaro
all’estero può essere trasferito, purché sia un trasferimento lecito. Abbiamo notato tra
i sistemi adottati c’è stato anche quello con il sistema Money Transfer. E’ un
fenomeno in continua evoluzione”
Quello delle imprese apri e chiudi non è un fenomeno nuovo. “Già nel 2010 il
legislatore aveva stabilito che le imprese che avevano una vita inferire all’anno
dovevano essere inserite in attività ispettive della Guardia di Finanza”, ha spiegato il
Generale Giuseppe Arbore, “Quest’anno è stata introdotta la possibilità per l’Agenzia
delle Entrate di chiedere elementi integrativi in seguito all’apertura di nuove partite
Iva, questo per evitare che si ottengano contenuti pubblici sotto forma di crediti di
imposta, di evadere e poi chiudere”. La Guardia di Finanzia non si è fatta trovare
impreparata. In un anno e mezzo è stata proposta a livello nazionale la chiusura di
2700 partite Iva. “Il comando generale ha dato un piano specifico ai reparti”, ha
concluso Arbore, “Importante è l’incrocio delle banche dati. E in questo la
fatturazione elettronica ci aiuta moltissimo perché ci consente di intercettare da subito
i mancati versamenti e interventi in loco. Altra modalità per intercettare queste partite
Iva inesistenti, deriva proprio dal controllo del territorio. Le nostre pattuglie che
girano per le strade delle nostre città hanno come ordine di servizio anche di andare a
verificare l’operatività di queste partite Iva. La chiusura delle partite Iva inibisce la
compensazione di crediti tributari”.
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