(AGENPARL) - Roma, 5 Novembre 2026 - SEI ORDINI, 30MILA PROFESSIONISTI: LA SFIDA DELLA PARITÀ PASSA DAI FATTI
A quattro anni dal protocollo d’intesa per le pari opportunità, il bilancio di ProfessioniXEquità
CATANIA – Sei Ordini professionali, oltre 30mila professionisti coinvolti e un obiettivo comune: trasformare le pari opportunità da principio formale a impegno concreto e verificabile. A quattro anni dal protocollo d’intesa sottoscritto il 25 novembre 2022 da architetti, avvocati, commercialisti, geometri, medici e notai di Catania, ai quali si sono aggiunti anche ingegneri, agronomi e assistenti sociali, la notaia Maristella Portelli e la commercialista Simonetta Murolo, promotrici dell’associazione ProfessioniXEquità, tracciano un bilancio del percorso avviato, insieme ai contributi della Presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Catania Denise Maria Caruso e la delegata dell’Ufficio Speciale per le Pari Opportunità dell’Ordine degli Architetti PPC di Catania Melania Guarrera.
Quattro anni fa avete firmato un protocollo tra sei Ordini. Perché era necessario?
Murolo: «Le disparità nelle professioni esistono ma raramente vengono misurate, e ciò che non si misura non si corregge. Il protocollo ha dato per la prima volta a sei Ordini un impegno comune e un punto di partenza».
Portelli: «Nelle professioni ordinistiche gli ostacoli sono spesso invisibili: la disparità si annida nella distribuzione degli incarichi, nella fiducia della clientela, nei tempi della maternità, nelle candidature che non vengono presentate. Firmare insieme ha significato riconoscere che si tratta di un problema strutturale, trasversale alle professioni».
Caruso: «L’azione di ProfessioniXEquità non si è mai fermata ai proclami: il suo valore aggiunto è aver creato un fronte comune che guarda alla parità non come a una concessione, ma come a un presupposto di modernità democratica».
Il primo impegno era avviare indagini sulle situazioni di svantaggio. A che punto siamo?
Murolo: «Per i commercialisti i nodi sono noti: divario nei redditi, accesso agli incarichi, carriere negli organi di rappresentanza. Il nostro Ordine ha presentato nel 2024 il bilancio di genere, ricostruendo l’andamento dal 2012 al 2023. Avremmo voluto vedere anche i dati del 2025, ma l’ultimo bilancio non riporta il bilancio di genere. Un dato che non viene aggiornato perde gran parte del suo valore».
Portelli: «Il notariato dimostra che la parità in ingresso non basta. Le differenze compaiono dopo la nomina: nella scelta della sede, nell’avviamento dello studio, nella composizione del repertorio e soprattutto negli organi di governo della categoria, dove la presenza femminile non rispecchia ancora il peso numerico delle colleghe».
Cosa vi ha insegnato il confronto con le altre professioni?
Murolo: «Le difficoltà cambiano forma ma hanno spesso la stessa radice. Tra gli avvocati incidono maternità e continuità della clientela, tra architetti e geometri precarietà e accesso agli incarichi, mentre nella professione medica pesano la conciliazione dei turni e la difficoltà di raggiungere posizioni apicali».
Portelli: «Il confronto ha fatto emergere tre nodi comuni – conciliazione, continuità di reddito, accesso alla rappresentanza – sui quali sei categorie e oltre 30mila professionisti possono parlare con una sola voce. Tra le prospettive anche l’introduzione di forme di sostituzione professionale durante la maternità e una maggiore attenzione alla violenza economica».
Caruso: «L’interdisciplinarietà è la vera chiave di volta per abbattere le sperequazioni e promuovere una cultura effettiva dei diritti».
Guerrera: «Anche il progetto può e deve essere uno strumento di inclusione, capace di interpretare i bisogni delle persone e di contribuire a una società più equa».
Il protocollo era «propedeutico» a un Comitato per le Pari Opportunità inter-ordinistico. È stato costituito?
Portelli: «Un comitato inter-ordinistico non deve duplicare i comitati e le commissioni pari opportunità dei singoli Ordini, ma fare ciò che nessuno di essi può fare da solo: raccogliere dati omogenei, confrontare le prassi, formulare proposte comuni. Fondamentale anche una dotazione economica, perché un organismo di parità privo di risorse resta una dichiarazione d’intenti. Accanto al Comitato, l’associazione ProfessioniXEquità rappresenta uno spazio più agile, aperto ai singoli professionisti».
Guerrera: «Serve un sistema stabile di collaborazione, capace di mettere in relazione competenze, esperienze e sensibilità differenti, individuando obiettivi comuni e percorsi verificabili».
Murolo: «Il testo è aperto: possono aderire altre realtà ordinistiche ed enti. Una rete funziona solo se continua ad allargarsi».
Caruso: «Fin dall’inizio il nostro obiettivo primario è stato tracciare una strada affinché tanti altri Ordini e Collegi professionali possano progressivamente aderire e far parte di questa rete».
Dal 2022 i vertici degli Ordini sono in parte cambiati. Il protocollo ha tenuto?
Portelli: «Ha tenuto, e lo considero il risultato più significativo. Il ricambio dei consigli è il vero banco di prova di qualunque impegno istituzionale. La prossima sfida sarà inserire stabilmente le pari opportunità nei programmi e nei bilanci degli Ordini, superando le iniziative occasionali».
Murolo: «L’attenzione alle pari opportunità non può dipendere da una consiliatura o da chi la guida. Va tradotta in impegni concreti e verificabili».
Guerrera: «Come Ordine degli Architetti PPC di Catania riteniamo importante continuare a essere parte attiva di questo percorso, contribuendo a consolidare una rete che sia anche spazio di elaborazione di proposte e di promozione di cambiamenti concreti».
Che cosa chiedete per il prossimo anno?
Portelli: «Chiedo di passare dalla stagione degli impegni a quella delle verifiche. Tra le proposte, indicatori comuni aggiornati annualmente, scadenze precise, una relazione pubblica sui risultati raggiunti, formazione sulla violenza economica e confronto con le Casse di previdenza per tutelare il reddito durante maternità e periodi di cura».
Murolo: «Il protocollo lo abbiamo firmato in sei, ma il suo valore si misura sul numero di colleghi che lo sentono proprio».
Caruso: «Come Avvocatura catanese continueremo a vigilare, a proporre e a fare squadra».
Guerrera: «La parità non è un tema che riguarda esclusivamente le donne, ma una condizione necessaria per la qualità delle professioni, delle istituzioni e, in definitiva, della società che siamo chiamati a costruire».
