(AGENPARL) - Roma, 6 Luglio 2023 - (AGENPARL) – gio 06 luglio 2023 ANNO XX
Numero 1431
06/07/2023
Pubblicato in Bari
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Direttore Responsabile: Laura Sutto
Iscritto al Registro Pubblico della Stampa del Tribunale di Bari in data 25/02/2003
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Conserva: “La sanità pubblica è finita; ci affideremo ai neolaureati mentre i medici scappano all’estero o nel privato”
Nota del capogruppo della Lega Giacomo Conserva.
“Siamo alla fine della storia; la sanità pugliese specie per le emergenze è finita. Questo va spiegato ai cittadini. Nel settore del 118 la nostra Regione ha a disposizione 300 medici a fronte dei 530 che sarebbero necessari. E allora che si fa? Diminuiamo le postazioni e le accorpiamo. Risultato: chi ha un arresto cardiaco in corso, un ictus, e si trova a molti chilometri di distanza dal pronto soccorso non ha chances di vita. In tutte le province si riducono le ambulanze medicalizzate. “Taranto è come sempre la cenerentola della sanità si pensi che la legge nazionale prevede un medico di emergenza del 118 ogni 60mila abitanti e ormai siamo lontani da questo obiettivo”. Come si sa, mancano medici in tutti i settori, dagli specialisti ai medici convenzionati sino ai medici di base. Il contratto 118 ha un problema aggiuntivo, è poco appetibile e svantaggioso a fronte di tanta possibilità di lavoro per i medici nel settore privato che paga molto meglio. Dicano che si intende abbandonare la sanità pubblica alla deriva puntando su quella privata in modo strisciante. Un medico del 118 non ha ferie pagate, se si ammala non è pagato, se non da un’assicurazione con cui ha stipulato una sua polizza, non ha diritto alla 104, non c’è tutela della gravidanza, non ha tredicesima, i versamenti contributivi sono inferiori e questo non da oggi. Un medico ogni 80mila abitanti non garantisce più nulla perché deve fronteggiare più di un intervento per volta. E’ dal 2013 che i medici chiedono aiuto alla politica e la politica al governo regionale è sorda. Non tutto può essere spiegato con la mancanza di soldi. Manca una programmazione e lo diciamo da anni. Adesso ci si riduce, come dice l’assessore Palese, a consentire l’ingresso degli specializzandi al primo anno, ossia i neo laureati nelle emergenze. Come farà un laureato che studia per specializzarsi a lavorare allo stesso tempo? O non ci sarà preparazione adeguata o non avrà formazione. Questo è il futuro che ci attende? Quanti ricorsi in tribunale avremo per malasanità in Puglia? L’assessore Palese ci dice che ci sono ormai cooperative che pagano i medici a 120 euro l’ora e questo spinge molti specialisti a lavorare nel privato. E nel pubblico mandiamo allo sbaraglio i neo laureati”./comunicato
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