(AGENPARL) - Roma, 10 Ottobre 2023 - (AGENPARL) – mar 10 ottobre 2023 GIARDINI SVELATI
A TREVISO
Visite Guidate
Giardini Svelati a Treviso è un viaggio alla scoperta dei giardini nascosti, e
spesso segreti, della nostra città. E’ un’occasione da non perdere per ammirare
il centro storico di Treviso da una prospettiva diversa, conoscere la storia e
gli aneddoti di palazzetti e case antiche e avventurarsi nei loro giardini dove
trovare angoli di verde sorprendenti, tante specie arboree e grandi esemplari
di alberi, pur rimanendo dentro la cerchia delle mura veneziane.
Giardini Svelati a Treviso nasce da un’idea e dall’impegno di Margherita
Antonello, naturalista amante di Treviso e ci permette di scoprire scrigni di
natura, bellezza, quiete e memoria.
Guide di Marca, associazione di guide turistiche autorizzate, insieme agli
esperti di Barbazza Garden Vi condurranno in questa esperienza tra storia e
architettura, botanica ed estetica, profumi e colori della natura.
Ringraziamenti
Margherita Antonello, entusiasta e appassionata divulgatrice del bello e
ideatrice di questo progetto.
Tutti i proprietari dei giardini per la disponibilità e generosità, senza di loro
questo progetto non potrebbe esistere.
I.S.R.A.A. Istituto per Servizi di Ricovero e Assistenza agli Anziani Treviso Casa Albergo e Borgo Mazzini Smart Cohousing per la disponibilità.
ULSS 2 Marca Trevigiana, UOC Direzione Medica Ospedaliera 1, UOC di Pediatria di Treviso per la gentile concessione del giardino dell’Oasi di Pediatria dell’Ospedale Ca’ Foncello.
L’artista Olimpia Biasi per la disponibilità e la concessione di un suo disegno come immagine-simbolo del progetto.
Il Comune di Treviso per il prezioso sostegno e la concessione del Patrocinio.
Banca Prealpi San Biagio per il generoso contributo e sostegno
Non è una città di pietre squadrate, monotona
e fredda ma, intrecciata alla mobile e cangiante
filigrana d’acque, con smeraldi interposti
dovunque d’alberi e giardini, convince di essere
piuttosto … un parco d’incantesimi.
Fu appunto in un giro d’esplorazione con un
amico, che non aveva mai visto questa città,
che mi convinsi di trovarmi in un giardino di
sorprese…
Da Giovanni Comisso, Gentile Treviso, 1956
Il Giardino dell’Oasi di Pediatria
Ospedale Ca’ Foncello
Inaugurato nel 2003, questo
giardino vuole essere uno
spazio per giocare, divertirsi,
per distrarsi durante il periodo del ricovero. Il giardino è stato donato dalla
Associazione “Per Mio
Figlio” Onlus che si occupa anche della cura
e del mantenimento,
progettato dall’architetto Umberto Perini
e da Emporio Botanico di Alessandra Dalle
Mule con la supervisione dell’allora Primario
dottoressa Agostini. Na-
scosto all’interno del reparto,
il giardino pensile – di circa
300mq – è attraversato da un
piccolo ruscello e da passaggi di legno e pietra che guidano il percorso tra le molte
piante che lo arricchiscono.
Diverse varietà di hydrangea,
rosai rampicanti, arbusti fioriti (deuzia, forsizia, viburno),
bacche (callicarpa, fitolacca)
e alberi da frutto (melograno,
corniolo, melo). E’ un luogo
protetto e rasserenante, grazie al potere del verde che alleggerisce lo stress emotivo e
fisico dei piccoli pazienti.
Il Giardino del Borgo
Il palazzetto, la cui costruzione
risale alla prima metà dell’800,
affaccia su Borgo Cavour ed
ha la struttura classica del
palazzo veneziano con il
salone al piano nobile e
la sala portego al pianterreno. Il giardino si
sviluppa in profondità
ed è idealmente diviso in due parti. Una
prima, più vicina all’abitazione, è dominata
da una magnolia e delimitata
parzialmente da un’aiuola di
acidofile, vi si trova inoltre una
bella vera da pozzo ancora attiva. La seconda, a prato, è più
soleggiata e caratterizzata da
alberi da frutto (giuggiolo,
prunus, fico, melograno) fra
i quali spicca un bell’esemplare (femmina) di Ginkgo
biloba. A chiudere il giardino
sul fondo c’è un ricovero per
attrezzi.
Il Giardino di Palazzo Riccati
Grande palazzo citato da Luigi Coletti nel suo Catalogo del
1935, occupa un lotto a pianta
poligonale per seguire l’andamento della strada. Di
origine cinquecentesca,
è stato rimaneggiato
nel ‘700 dall’architetto Giordano Riccati e
ospitava
l’omonima
famiglia nei suoi soggiorni trevigiani. E’ la
tipica casa trevigiana
con scala esterna. Il palazzo è stato arricchito
da elementi lapidei dal nonno dell’attuale proprietaria,
le troviamo incastrate sulle
murature, nella torretta e nella balaustra con i due archi. Il
giardino presenta un’area libera a prato, definita da camminamenti e bordure regolari, ombreggiata da un acero
platanoide e da un bellissimo
albero di melograno. Ai lati si
alternano, tra le altre piante,
diversi arbusti: ortensie, rose,
Daphne odora e un tappeto
di Iris japonica.
La Terrazza del Mondo
Giardino botanico pensile –
coltivazione bio, così il proprietario definisce il suo gioiello, una terrazza verde e
fiorita che si affaccia sui
tetti e i panorami del
centro storico di Treviso. La terrazza accoglie
piante adatte a climi
freddi come Camelia
japonica e diversi rosai
rampicanti; piante da
clima mite come Cycas
revoluta e Crassula ovata e piante esotiche, in
parte ricordo dei tanti viaggi dei proprietari, come una
bella Coffea arabica. Lungo
tutto il perimetro si sviluppa,
invece, l’orto in vaso, che è
produttivo in tutte le stagioni.
Per ogni pianta o fiore, il proprietario – che se ne prende
cura personalmente – ricorda il momento in cui è stata
piantata o acquisita e la sua
mente corre alle esperienze
di viaggi meravigliosi in terre
lontane, di cui anche l’interno
dell’abitazione è testimone,
con tessuti dall’Africa e dal
Sud America, manufatti e oggetti dal Sud Est Asiatico.
Il Giardino di Domus Dotti V
Domus Dotti, come si può
evincere anche dall’osservazione dei caratteri gotici della
sua architettura, costituisce uno tra i più belli e
significativi palazzi che
vennero eretti con la formazione della contrada
Conegliano Novello, a
partire dal XIII secolo.
Un tempo dimora di
ricche e nobili famiglie,
antico monastero, forse anche casa di piacere…sono tante le storie
e le vite di questo palazzetto. La porticina di ingresso è
anticamera di grandi sogni….
Il giardino richiama la struttura di un piccolo chiostro. Il
rettangolo di prato al centro,
circondato su tutti i lati da un
camminamento, è decorato
da un pozzo centrale, sul quale arrampicano un glicine e
una pianta di edera. Di fronte
al pozzo una statua, probabilmente Diana, accoglie gli
ospiti in questo scrigno intimo di rara bellezza.
Il Giardino di Vicolo del Gallo
Vicolo del Gallo faceva parte
della Contrada dell’Abate della Follina che nel ‘200 aveva
casa a Treviso. Si tratta di
un complesso di varie
abitazioni, il tutto restaurato nel 1988. Sulla
facciata
dell’edificio
principale,
risalente
probabilmente al XV
secolo, si scorgono alcuni lacerti di affreschi
tra cui il caratteristico
regalzier a finti mattoni. Il vialetto di ingresso,
ritmato da un filare di pruni
dai fiori rosa, nasconde ai lati
piccoli giardini privati ricchi di
arbusti, mentre, nella seconda parte, passando sotto l’edificio principale del complesso, si sviluppa, affacciata sui
canali, una vasta area libera
all’interno della quale trovano posto due grandi piante di
alloro e un albero di cachi. Da
qui lo sguardo si spinge fino
alle mura e al Ponte de Pria
con le caratteristiche chiuse
progettate agli inizi del ‘500
da Fra’ Giocondo da Verona
per la difesa della città.
Il Giardino della Casa Fondaco
La Casa Fondaco o Fontego, era l’antica abitazione dei
mercanti veneziani che, all’interno dello stesso edificio,
avevano l’abitazione al primo piano nobile, gli uffici
all’ammezzato ed il magazzino a piano terra. Il
termine viene dall`arabo funduq, albergo,
(dal greco pàndokos,
da pas dékomai, accogliere tutti) che però
indicava una struttura
complessa e articolata,
con stalle per gli animali da viaggio, molini
e attracco se sull’acqua,
ricovero per le mercanzie e
alberghi appunto per i mercanti di passaggio, obbligati
per legge a soggiornare esclusivamente in queste strutture.
Erano una sorta di ambasciata ante litteram.
La struttura della casa in oggetto, come altre a Treviso,
ricorda in piccolo la doppia
funzione di abitazione e magazzino. Il giardino raccolto,
che si affaccia sul fiume, è arricchito su tre lati da una bordura mossa all’interno della
quale si alternano arbusti e
piccoli alberi di altezze diverse, fra cui un acero, un cornus
e una Parrotia persica. L’interesse cromatico del giardino è
dato non solo dall’alternanza
di fioriture ma anche dal colore di foglie e bacche nel periodo autunnale.
Il Giardino di Casa dei Feneri
Casa in stile romanico con
origini tra tardo ‘200 e prima
metà del ‘300, ha lo stile tipico della casa fondaco trevigiana. L’ultimo restauro
risale al 1992-94 ed è stato curato dall’architetto Livia Musini, che ha
fatto in modo che lo
sguardo dall’androne
corra subito al prato in
fondo. Il giardino pensile, progettato sempre da Livia Musini, è
delimitato a destra dal
muro di cinta e a sinistra
da una fitta siepe di alloro;
un’area centrale libera è lasciata a prato mentre arbusti
e fioriture sono raccolti ai lati
con gruppi di acidofile, rosai,
piante di agrumi e un’esplosione di rampicanti. La scelta
delle piante è stata fatta in
modo che sia sempre presente una fioritura in ogni stagione dell’anno. Nel prato si
notano cordoli in pietra biancone e la pavimentazione è
posata a coltello come nella
tradizione del giardino veneto. In fondo al giardino c’è
una dependance, pure in stile con il palazzetto, dapprima
una serra, ora è lo studio della
proprietaria-artista ceramista,
con un forno per realizzare le
sue ceramiche.
Il Giardino del Gelsomino d’inverno
Questo palazzo con facciata
sul fiume Sile, probabilmente
della fine del ‘400 e successivamente rimaneggiato, è
scampato al bombardamento dell’aprile 1944
che invece colpì tutto
intorno. Il piccolo giardino si sviluppa sul retro e si trova circondato
da alti condomini sorti
nel dopoguerra, è quel
che resta di un ben
più ampio parco. La
pavimentazione che ci
guida a scoprire il giar-
dino è fatta di masegni in trachite provenienti dalla zona di Monselice sui Colli
Euganei, le cosiddette pietre di Venezia. I proprietari passavano molto tempo
all’estero perciò il giardino si è molto sviluppato ed è stato seguito dagli uccelli,
gli impollinatori naturali. Cresciuto in modo quasi
spontaneo, il giardino presenta arbusti di grandi dimensioni: olea fragrans, pittosforo,
calicanto e alloro che custodiscono all’ombra un laghetto
di pesci rossi e sui quali si arrampicano glicine e campsis.
Sul lato del terrazzo trionfano
invece i gelsomini gialli a fioritura invernale, sopra i quali
fioriscono, in primavera, rose
rampicanti profumate. Completano il giardino un’urna in
pietra che funge da fulcro di
simmetria, un’antica fontana
ed un piccolo laghetto allietato da pesci rossi.
Il Giardino dei Grani
E’ il giardino dell’accoglienza e della meditazione, parte
fondamentale del progetto di cohousing voluto da
ISRAA Treviso. E’ uno spazio funzionale al benessere fisico e mentale,
a favore di un’utenza
fragile ma è anche
uno spazio urbano
condiviso aperto alla
cittadinanza. Il giardino prende il nome dal
grande albero di Melia
azedarach
introdotto
nel XVI secolo dall’Oriente, conosciuto come
l’albero dei rosari (i grani)
che domina, assieme ad una
magnolia grandiflora, la corte
interna. La struttura del giardino ha due anime: da un lato
una formale e ritmica siepe di
carpini bassi, dall’altro un’aiuola informale di graminacee ed erbacee perenni, fra
cui Erigeron karvinskianus,
Verbena bonariensis, Liriope
muscari.
Il Giardino della Residenza
Tito Garzoni
Si entra un questo storico palazzetto 800esco che dal 2008
è diventato la prima sede del
progetto di cohousing di
ISRAA. Al piano terra si
trovano gli spazi comuni
mentre ai due piani alti
ci sono gli alloggi indipendenti degli ospiti. Il
piccolo giardino, chiuso su quattro lati, ospita alcune alberature,
tra le quali una mimosa, un olivo e un melo
dai piccoli frutti rossi.
Contro un muro, riscaldato
dai raggi del sole, si sviluppa
un’aiuola di oleandri e piante
aromatiche, ma la presenza
più interessante è il bel tappeto di viole a fioritura primaverile cresciute e moltiplicatesi spontaneamente dai semi
caduti da uno dei balconi che
si affacciano sul giardino.
Il Giardino della Casa albergo Salce
Il giardino della residenza presenta una parte ombreggiata
caratterizzata da alte alberature: magnolia grandiflora,
alloro, ligustro e bagolaro che offrono riparo
dal caldo estivo. Lungo
tutta l’estensione della
parte a prato si sviluppa un camminamento
doppio separato da un
muro in mattoni che,
dal lato ombreggiato,
ospita ortensie, iris e
narcisi, mentre in quel-
lo soleggiato accoglie rose,
campsis, Trachelospermum
jasminoides e piante aromatiche. Un tempo, in questi luoghi, passeggiavano Regina
(Gina) Gregorj e il marito Ferdinando Salce che nella vasta
soffitta della loro casa qui accanto in Borgo Mazzini aveva
allestito la sede della sua originale collezione di manifesti
pubblicitari, unica al mondo.
Il Giardino di Daniela
Ad accoglierci davanti al portone di ingresso di questo
antico palazzo porticato sono
degli strani simboli, fatti
incidere sulle pietre del
marciapiede da colui che
lo abitava nel lontano
‘700, un medico appassionato di esoterismo
e misteri. Varcando la
soglia di ingresso e
spingendosi sul retro
ci si trova di fronte ad
uno scrigno di verde.
Il giardino, progettato
dall’architetto
Gorian
negli anni Sessanta del ‘900
e parzialmente modificato
in seguito, è scandito da un
camminamento
realizzato
con dischi in marmo. Gode di
zone ombreggiate, in cui regnano ortensie ed ellebori, ed
un bel muro soleggiato dove
rosai e clematidi arrampicano
attorno ad una nicchia decorata da una statua. Una statua
in pietra in stile campestre,
ospitata in una nicchia, attira lo sguardo e ci accoglie in
questo spazio di serenità.
Il Giardino all’italiana
La realizzazione di questo
giardino risale ai primi anni
Cinquanta, come la casa della proprietaria. E’ il tipico
giardino all’italiana con
un aspetto molto elegante in quanto contraddistinto da forme
geometriche, ordine e
simmetria. Un tempo
era molto più fiorito,
pieno di roseti. Il giardino, ombreggiato da tre
grandi conifere, si caratterizza per il suo disegno
geometrico con aree definite
da basse siepi di ligustro e,
soprattutto, di bosso all’interno delle quali vi sono arbusti
verdi e fioriti. Sul muro soleggiato dell’abitazione arrampicano rose, Jasminum nudiflorum e passiflora.
Testi a cura di
Guide di Marca
Barbazza Garden
Grafica a cura di
Alessandra Metelka
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