(AGENPARL) - Roma, 1 Novembre 2026 - Il Consiglio di Pace del presidente americano Donald Trump ha chiesto formalmente all’Italia di contribuire alla creazione di una nuova forza di sicurezza nella Striscia di Gaza, mettendo a disposizione consulenti della Polizia, dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri. La richiesta, secondo quanto riferito da Bloomberg, è contenuta in alcune lettere inviate nel mese di ottobre al governo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle quali Washington sollecita anche la nomina di un alto ufficiale dell’Arma come vice responsabile del programma di polizia previsto per il territorio palestinese.
L’iniziativa punta a coinvolgere direttamente Roma nella costruzione delle strutture di sicurezza che dovrebbero accompagnare la stabilizzazione di Gaza. Nelle comunicazioni visionate dall’agenzia americana, il Consiglio di Pace chiede all’esecutivo italiano di assumere un impegno formale, individuare un referente istituzionale e indicare un ufficiale dei Carabinieri per un incarico di responsabilità nel nuovo dispositivo.
L’Italia ha già una lunga esperienza nell’addestramento delle forze di polizia palestinesi e ha partecipato alle missioni europee presso il valico di Rafah, al confine con l’Egitto. Il possibile coinvolgimento nel progetto americano rappresenterebbe tuttavia un passo ulteriore, soprattutto per il ruolo di coordinamento che verrebbe affidato a un rappresentante dell’Arma.
Secondo fonti a conoscenza delle valutazioni del governo citate da Bloomberg, Roma starebbe esaminando la possibilità di accettare la proposta, ma le preoccupazioni legate alla sicurezza rendono complessa la decisione. Al momento non sarebbe stata raggiunta alcuna intesa definitiva. Il governo italiano, interpellato dall’agenzia, non ha rilasciato commenti.
La questione si inserisce in un rapporto non privo di difficoltà tra Meloni e Trump. All’inizio dell’anno la presidente del Consiglio aveva rinunciato ad aderire formalmente al Consiglio di Pace, richiamando alcuni vincoli costituzionali. Washington aveva già sollecitato una partecipazione italiana alla forza internazionale di stabilizzazione, ma Roma aveva limitato la propria disponibilità alle attività di formazione delle forze di polizia.
A nove mesi dalla sua costituzione, il Consiglio di Pace non è ancora riuscito a tradurre il progetto in una presenza operativa stabile nella Striscia. Non sono state dispiegate le forze internazionali previste, non è entrata in funzione una nuova amministrazione palestinese e la ricostruzione procede con forti ritardi. Il mese scorso il Consiglio ha stanziato 2,45 miliardi di dollari, una cifra ancora lontana dai 71 miliardi ritenuti necessari per ricostruire Gaza nell’arco di oltre un decennio.
Un funzionario del Consiglio di Pace ha confermato che sono in corso discussioni con diversi governi per definire il contributo di ciascun Paese. Lo stesso rappresentante ha riconosciuto il ruolo positivo svolto negli anni dall’Italia nella formazione delle forze di polizia e ha parlato di contatti costruttivi con le autorità italiane.
La decisione di Roma resta dunque aperta. L’eventuale nomina di un alto ufficiale dei Carabinieri segnerebbe un maggiore coinvolgimento italiano nella gestione della sicurezza di Gaza, senza implicare necessariamente l’invio di reparti destinati a operazioni di combattimento. Per il governo Meloni si tratta di valutare come contribuire alla stabilizzazione della Striscia, conciliando gli impegni internazionali con le condizioni di sicurezza e i limiti istituzionali della partecipazione italiana.
