(AGENPARL) - Roma, 3 Agosto 2022 - (AGENPARL) – mer 03 agosto 2022 Clemente Mastella, sindaco di Benevento, già ministro della Giustizia ai tempi dell’Unione, fondatore dell’Udeur. Partiamo da lei: ha presentato il simbolo di Noi di centro: corre da solo?
Per adesso, sì, siamo da soli, molto legati al territorio, che resta il nostro riferimento, a differenza degli altri partiti. Le altre formazioni sono distanziate dal territorio, hanno prso il contatto con la realtà. E ciò spiega i picchi di consenso, che poi scendono velocemente. Sa perché? Molto semplice: perché non parlano alle persone. Quanto a noi, siamo ronti ad allearci con chiunque sia un po’ al centro, ma centro vero, non come Calenda. Io resto profondamente democristiano.
Calenda, peraltro, ha appena stretto un accordo con Letta.
Ecco, siamo passati dal millepiedi al bipede. Le aggregazioni non funzionano con un patto a due, ritenendo gli altri partiti marginali. L’Ulivo funzionava perché eravamo tutti protagonisti. Con queste basi, non solo Letta e Calenda non vinceranno, ma sarà facile che gli elettori di sinistra si sposteranno verso i 5 stelle. Ai quali, chissà, daranno manforte le formazioni che si sentono escluse da questo patto. C’è poi un’altra cosa che mi stupisce, di questa strategia che porta a sbattere.
Cosa?
Questo fatto che i leader non corrono nei loro collegi uninominali. Tu devi combattere nei territori! Calenda combattesse a Roma, Di Maio combattesse a Pomigliano. Che senso ha che tutti vanno nella lista del Pd il quale, peraltro, in questo modo passerà dal 20 al 22%, niente di più.
A proposito di Di Maio, proprio lui pare sarà candidato nelle liste del Pd. Come la vede?
Non capisco che senso ha. Poveraccio, non voglio mettere la croce addosso solo a lui, però non si può essere mezzi leader. Un giorno ha presentato un partito, il giorno dopo è trapelato che potrebbe essere candidato nelle liste del Pd. Allora io mi domando: come fai a far votare il tuo partito? Non ho mai visto una follia politica così atroce e disperante. Tra l’altro vorrei dire una cosa al suo ex gemello diverso, Alessandro Di Battista, che ricorda sempre i tempi dell’Udeur.
Cosa diciamo a Di Battista?
Che io ero leader dell’Udeur e mi sono candidato con l’Udeur, mica con i Ds. Perché i seggi si conquistano smazzando. La verità, mi perdoni, è che questi non sanno smazzare. Sono tutti signorini. Citando Gianni Brera, sono tutti abatini che non si sporcano le mani.
Senta, ma lei, invece, con Letta ci ha parlato in vista delle elezioni?
Io non parlo con Letta da quando era in Francia. Gli dissi: “Torna in Italia”. Lui sembrava non volesse. Poi è tornato e sa cosa ha fatto? Mi ha candidato uno contro, provando a farmi perdere nel mio collegio. So che è venuto a Benevento, ma l’ho visto solo in foto.
In questo panorama che stiamo delineando manca Renzi. Dice che corre da solo. Fa bene?
Da solo non ce la fa. Servono altre anime, anime di centro. Se ci chiama noi siamo disponibili a ragionare. Vede, qui bisogna avere coraggio, come quando si fa il salto in alto. Se ci sono le condizioni, se ne può parlare, altrimenti va bene così. Io ho scelto la mia dimensione, ed è la dimensione locale. Come i salmoni, sono tornato nel mio terreno naturale per continuare il mio lavoro e vivere qui l’ultima parte della mia stagione politica.
Apre a Renzi, quindi. Il terzo polo allora è possibile?
La geografia ci insegna che i poli sono due. Guardando i quali, c’è un dato di fatto: mentre nel centrodestra c’è un rosario che si continua a recitare, con vecchie litanie, il rosario del centrosinistra è sgranato. E così non recitano né il rosario, né altre preghiere. C’è solo incertezza. Nessuna novità, nessun sogno, nessuna speranza. Pensiamo a Berlusconi: lasciamo perdere come è andata, ma almeno nel ’94 rappresentava un sogno.
A proposito di centrodestra. Salvini, Berlusconi, Meloni. Chi sta giocando meglio?
Non è che ci sia molto da giocare, ma sicuramente sta andando meglio la Meloni. Salvini si aggira sconsolato per l’Italia e i numeri non gli danno ragione. Mi viene in mente Fortebraccio, che diceva al presidente Piccoli (Flaminio, presidente della Dc, ndr) “fermati a pensare”. Ecco, a Salvini dico: “Fermati un attimo a pensare”. Quanto a Berlusconi, soffre del fatto che il suo partito è la terza gamba della coalizione. Eppure, se vincono diventerà presidente del Senato. E sa cosa dirà agli interlocutori internazionali? “Non vi preoccupate, garantisco io. Sono il vicepresidente della Repubblica”.
Su La7 la chiamano Mago-Mastella, facciamola allora una previsione. Chi vince la partita del 25 settembre?
Ma neanche la giochiamo! Allo stato, vince il centrodestra due a zero.
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