(AGENPARL) - Roma, 3 Novembre 2026 - “Rassicuriamo la Commissione europea con i fatti: il decreto che introduce il tetto del 30% nelle classi per gli alunni che non conoscono la lingua italiana non applica alcuna discriminazione basata sulla nazionalità o sulla cittadinanza, ma interviene sul livello di competenza linguistica per garantire un’integrazione reale”.
Lo dichiara il senatore della Lega Roberto Marti, presidente della commissione Cultura e Istruzione del Senato, in riferimento ai recenti interventi di esponenti della Commissione Ue sul decreto scuola.
”Il limite non si riferisce alla provenienza degli studenti, ma esclusivamente al possesso degli strumenti linguistici necessari per seguire le lezioni”, evidenzia Marti che spiega: “Senza l’italiano non c’è apprendimento né dialogo con i compagni: come evidenziato anche dagli studi Ocse, un’alta concentrazione di alunni privi della lingua di scolarizzazione penalizza il percorso formativo di tutti. La misura sostenuta dal ministro Valditara non discrimina nessuno, ma evita la formazione di classi ghetto e consente alle scuole di accompagnare davvero ogni bambino”.