(AGENPARL) - Roma, 3 Novembre 2026 - "Sapete qual è la vera differenza tra questa manovra e le altre quattro approvate dal governo Meloni? Che tra poco comincia la campagna elettorale. E così, improvvisamente, quello che per quattro anni era perfettamente digeribile oggi diventa uno scandalo. Per quattro anni hanno portato avanti una politica economica basata sul perseguimento dell'avanzo primario, scaricando un peso enorme sulle famiglie, sui lavoratori e sulle imprese. La pressione fiscale è salita ai livelli più alti degli ultimi anni, la produzione industriale continua ad attraversare una crisi lunghissima, il ceto medio è stato colpito dalle strette sulle detrazioni fiscali, mentre salari e pensioni continuavano a fare i conti con la perdita di potere d'acquisto. Non hanno saputo arginare il caro carrello della spesa, il caro affitti, il costo dell'energia. Hanno aumentato le accise sul gasolio e adesso mettono mano anche a quelle sui tabacchi.
E sulle pensioni siamo arrivati al paradosso. Avevano promesso di cancellare la legge Fornero, di garantire maggiore flessibilità in uscita e di difendere il potere d'acquisto dei pensionati. Invece l'età pensionabile continua ad aumentare e la nuova manovra restringe ulteriormente la rivalutazione degli assegni rispetto all'inflazione. La relazione tecnica quantifica in 14,2 miliardi di euro in dieci anni la minore spesa lorda determinata dalla stretta sull'indicizzazione. Sono risorse che lo Stato risparmia riducendo la protezione delle pensioni dall'aumento dei prezzi. E non parliamo soltanto di assegni milionari: la rivalutazione viene ridotta già per i trattamenti superiori a circa 2.450 euro lordi al mese. E adesso Durigon, sottosegretario al Lavoro da quattro anni, scopre che gli 850 milioni stanziati per la flessibilità in uscita non bastano e annuncia battaglia. Contro chi, esattamente? Contro il suo stesso governo? Contro Giorgetti, ministro dell'Economia della Lega? Quanto alle dimissioni di Durigon, le attendiamo con grande, ironica ansia.
Nel frattempo, mentre il Paese perdeva competitività, le famiglie diventavano più povere e le imprese cercavano di sopravvivere, la loro priorità rimane la propaganda. Una sfilza di decreti sicurezza, l'inseguimento dei trafficanti sul globo terracqueo, gli annunci roboanti, i nemici immaginari, le conferenze stampa, gli slogan buoni per i telegiornali. Quattro anni di propaganda, mentre i problemi economici e sociali del Paese rimangono senza alcuna risposta".
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