(AGENPARL) - Roma, 3 Novembre 2026 - Una serie di minacce ha coinvolto collegamenti aerei diretti in Italia, Polonia, Bulgaria e Spagna, provocando l’intervento delle forze di sicurezza e degli artificieri. A Fiumicino due voli Ryanair sono stati sottoposti a controlli, mentre in Polonia e Spagna le operazioni aeroportuali hanno subito interruzioni. Nessun esplosivo è stato trovato. Le autorità indagano per accertare l’origine degli allarmi e verificare eventuali collegamenti tra gli episodi.
Sette voli passeggeri coinvolti in allarmi bomba nell’arco di poche ore, caccia militari mobilitati per accompagnare gli aerei in fase di atterraggio, aeroporti temporaneamente chiusi e centinaia di viaggiatori sottoposti a controlli di sicurezza. È il bilancio della giornata di martedì 3 novembre, durante la quale una serie di minacce ha interessato collegamenti aerei in diversi Paesi europei, dall’Italia alla Polonia, dalla Bulgaria alla Spagna. Tutti gli allarmi si sono rivelati infondati, ma la successione ravvicinata degli episodi ha fatto scattare verifiche per stabilire se si sia trattato di iniziative isolate oppure di una possibile azione coordinata destinata a provocare disagi al trasporto aereo europeo.
Le segnalazioni hanno coinvolto compagnie differenti, tra cui Ryanair, LOT Polish Airlines, Scandinavian Airlines e Wizz Air. In alcuni casi gli equipaggi hanno proseguito verso gli aeroporti di destinazione, dove erano già state predisposte le procedure di emergenza; in altri, gli aeromobili sono stati dirottati verso scali alternativi. Le autorità hanno effettuato ispezioni su velivoli, bagagli e passeggeri, senza individuare ordigni. Al momento nessuna organizzazione ha rivendicato le minacce e non sono state diffuse informazioni ufficiali che consentano di attribuire gli episodi a un unico responsabile.
Fiumicino, allarme su due voli Ryanair: intervengono anche i caccia dell’Aeronautica
In Italia l’emergenza ha interessato due voli Ryanair diretti all’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino, provenienti rispettivamente da Lisbona e Dublino. Secondo le ricostruzioni disponibili, l’allarme è scattato dopo l’arrivo di una comunicazione anonima via posta elettronica che segnalava la presunta presenza di ordigni esplosivi a bordo degli aeromobili. La comunicazione sarebbe stata indirizzata alla società Aeroporti di Roma, facendo immediatamente attivare i protocolli previsti per le minacce alla sicurezza del trasporto aereo.
Il volo proveniente da Lisbona è atterrato intorno alle 9.40, mentre quello partito da Dublino ha raggiunto Fiumicino alle 10.44. Durante l’emergenza sono stati mobilitati anche caccia dell’Aeronautica Militare italiana, intervenuti nelle operazioni di sicurezza relative ai velivoli in arrivo. Una volta a terra, gli aerei sono stati sottoposti alle verifiche previste, con l’intervento degli artificieri e delle forze dell’ordine. Le ispezioni hanno riguardato le cabine, i bagagli e le persone presenti a bordo, per escludere la presenza di materiale esplosivo.
Le operazioni si sono concluse poco dopo mezzogiorno senza il ritrovamento di ordigni. L’allarme è quindi rientrato e l’attività dello scalo romano è proseguita senza interruzioni generalizzate. Le indagini sono state affidate alla Polizia di frontiera aerea e alla Polizia postale, impegnate a ricostruire la provenienza della comunicazione e a identificare chi l’abbia inviata. Secondo le prime informazioni investigative, non sarebbero emersi collegamenti tra le minacce rivolte ai due voli diretti a Roma e gli episodi verificatisi nelle stesse ore in altri aeroporti europei.
Polonia, un volo da Londra dirottato e aeroporto temporaneamente chiuso
In Polonia, uno degli episodi più significativi ha riguardato un Boeing 737 MAX della compagnia LOT Polish Airlines, partito dall’aeroporto londinese di Heathrow e diretto allo scalo Chopin di Varsavia. Durante il viaggio è stata segnalata una possibile bomba a bordo, costringendo le autorità a predisporre un atterraggio alternativo presso l’aeroporto di Varsavia-Modlin, situato a circa 36 chilometri dalla capitale. Secondo la comunicazione diffusa dallo scalo, l’allarme è stato dichiarato alle 9.54 e l’aeromobile è atterrato a Modlin alle 10.01.
A bordo si trovavano 181 persone, successivamente evacuate per consentire agli specialisti di effettuare le verifiche di sicurezza. L’aeroporto di Modlin è stato temporaneamente chiuso, con la sospensione delle operazioni fino al completamento delle ispezioni. Le squadre incaricate della bonifica non hanno individuato alcun dispositivo esplosivo e lo scalo è stato riaperto una volta esclusa la presenza di pericoli. La deviazione del volo e la chiusura dell’aeroporto hanno comunque provocato disagi ai passeggeri e alle attività aeroportuali.
Un secondo allarme ha coinvolto un volo Scandinavian Airlines proveniente da Copenaghen e diretto anch’esso a Varsavia. In questo caso l’aeromobile ha raggiunto regolarmente l’aeroporto Chopin, dove sono stati effettuati controlli dopo lo sbarco dei passeggeri. Anche questa segnalazione si è rivelata infondata e l’aeroporto ha continuato a operare. Le autorità polacche stanno esaminando le circostanze dei due episodi, verificando le modalità con cui sono state trasmesse le minacce.
Bulgaria, minacce su due voli provenienti da Bergamo e Dublino
Altri due allarmi hanno interessato l’aeroporto internazionale di Sofia, in Bulgaria. Il ministero dei Trasporti bulgaro ha confermato che le minacce riguardavano un volo Wizz Air proveniente da Milano-Bergamo e un collegamento Ryanair partito da Dublino. Entrambi gli aeromobili sono atterrati in sicurezza nella capitale bulgara, dove sono intervenute le unità specializzate nei controlli antiterrorismo e nella ricerca di esplosivi.
Sul volo Wizz Air proveniente dall’Italia viaggiavano 176 passeggeri, mentre il collegamento Ryanair da Dublino trasportava circa 185 persone. Le operazioni di sicurezza hanno richiesto verifiche approfondite sugli aeromobili e sui bagagli, senza che venissero individuati ordigni. Le autorità bulgare hanno avviato accertamenti per identificare l’autore delle comunicazioni minatorie. In una prima fase erano circolate informazioni secondo cui uno dei voli coinvolti proveniva da Israele, ma il ministero bulgaro ha successivamente precisato che i collegamenti interessati erano quelli da Bergamo e Dublino.
L’emergenza di martedì è stata preceduta da un episodio analogo verificatosi lunedì 2 novembre, quando un volo Wizz Air partito da Londra Luton e diretto a Sofia era stato costretto a deviare verso Budapest dopo una minaccia di bomba. In quell’occasione le autorità ungheresi avevano fatto decollare un caccia Gripen per accompagnare l’aereo durante le procedure di atterraggio. Anche i controlli effettuati sul velivolo avevano dato esito negativo. La ripetizione degli allarmi nell’arco di due giornate consecutive ha aumentato l’attenzione delle autorità sulla possibilità che le segnalazioni siano state inviate con l’obiettivo di provocare interruzioni e mobilitare le strutture di sicurezza aeroportuale.
Spagna, evacuati 121 occupanti e aeroporto di Murcia chiuso per due ore
In Spagna l’allarme ha riguardato un volo Ryanair proveniente da Manchester e diretto all’aeroporto internazionale della Regione di Murcia. Il delegato del governo spagnolo nella regione, Francisco Lucas, ha comunicato l’attivazione del protocollo di sicurezza dopo la segnalazione della presunta presenza di un ordigno sull’aeromobile. Il volo è atterrato intorno alle 10.30 e le autorità hanno disposto lo sbarco dei 114 passeggeri e dei sette membri dell’equipaggio, per un totale di 121 persone.
Sul posto sono intervenute le forze di polizia e gli artificieri del TEDAX, l’unità specializzata della Guardia Civil incaricata delle operazioni di ricerca e neutralizzazione degli esplosivi. Durante le verifiche, le autorità aeroportuali hanno sospeso temporaneamente le operazioni di decollo e atterraggio, determinando la chiusura dello scalo per circa due ore. Un volo proveniente da Gran Canaria è stato deviato verso l’aeroporto di Alicante, mentre il personale di sicurezza completava l’ispezione dell’aereo Ryanair.
I controlli non hanno rilevato anomalie e l’aeroporto è stato riaperto alle 13, con il progressivo ritorno alla normale attività. Le autorità spagnole hanno confermato che la minaccia era infondata. Anche in questo caso, tuttavia, l’allarme ha comportato l’impiego di personale specializzato, la sospensione delle operazioni aeroportuali e modifiche ai collegamenti programmati. L’episodio si aggiunge agli altri verificatisi nella stessa giornata, evidenziando come anche una segnalazione priva di fondamento possa determinare conseguenze operative immediate.
Le indagini sulle minacce e l’ipotesi di un’azione coordinata
La contemporaneità degli allarmi in diversi Paesi europei costituisce uno degli aspetti sui quali si concentra maggiormente l’attenzione degli investigatori. Le minacce hanno interessato compagnie aeree differenti e aeroporti situati in aree geografiche distanti, ma hanno prodotto conseguenze simili: mobilitazione delle forze di sicurezza, controlli sugli aeromobili, evacuazioni e temporanee limitazioni delle attività aeroportuali. Le autorità stanno cercando di stabilire se esistano elementi comuni nelle comunicazioni ricevute, nelle modalità di trasmissione e nella scelta dei voli.
L’ipotesi di un’azione coordinata resta al momento una possibilità investigativa e non una conclusione accertata. Nessuna autorità ha attribuito ufficialmente la responsabilità degli episodi a uno Stato, a un’organizzazione o a una rete criminale. Il contesto europeo, caratterizzato da una crescente attenzione verso sabotaggi e operazioni ibride, rende inevitabile una valutazione anche sotto il profilo della sicurezza nazionale, ma non esistono elementi pubblici sufficienti per collegare gli allarmi a campagne di destabilizzazione riconducibili a specifici soggetti stranieri.
Una serie di false minacce può comunque produrre effetti rilevanti anche in assenza di esplosivi. Ogni segnalazione impone alle autorità di attivare procedure di emergenza, mobilitare personale specializzato e, quando necessario, interrompere le operazioni aeroportuali. L’impatto riguarda non soltanto i passeggeri dei voli interessati, ma anche le compagnie aeree, i gestori degli scali e i servizi di sicurezza. Proprio per questo, l’eventuale individuazione di collegamenti tra gli episodi sarebbe un elemento decisivo per comprendere se la giornata del 3 novembre rappresenti una successione di falsi allarmi indipendenti oppure una campagna deliberata di disturbo del traffico aereo.
Il bilancio finale, secondo le informazioni raccolte da Reuters, Associated Press ed Euronews, è di almeno sette voli interessati nella giornata di martedì, oltre all’episodio registrato il giorno precedente. Nessun ordigno è stato trovato e non risultano feriti. Resta aperta la questione dell’origine delle minacce, mentre le indagini proseguono nei diversi Paesi coinvolti. L’emergenza è rientrata sul piano operativo, ma la successione degli episodi ha evidenziato quanto rapidamente una serie di segnalazioni anonime possa mettere sotto pressione il sistema aeroportuale europeo e richiedere una risposta coordinata delle autorità di sicurezza.
Fonti: Reuters, Associated Press (AP), Financial Times, Euronews, Aerospace Global News, Business Insider, Sky News, AFP.