(AGENPARL) - Roma, 26 Settembre 2026 - «Antonio Tajani pone un tema reale che non può essere eluso: la sicurezza dei cittadini dipende dall'efficacia dell'intera filiera dello Stato. Le forze dell'ordine fanno ogni giorno il loro dovere e non possiamo accettare che chi viene fermato per delinquere possa tornare immediatamente nelle condizioni di farlo. Nel pieno rispetto dell'autonomia della magistratura, ciascuna istituzione deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità».
Moratti sottolinea che questa responsabilità riguarda anche i sindaci, che non possono considerare la sicurezza una competenza esclusivamente dello Stato. Le amministrazioni comunali dispongono di strumenti decisivi: rafforzamento e migliore impiego della Polizia locale, videosorveglianza e illuminazione delle strade, presidio delle zone più problematiche, recupero delle aree degradate, contrasto alle occupazioni abusive e all'abusivismo commerciale e interventi tempestivi sulle situazioni di illegalità che compromettono la vivibilità dei quartieri.
È il metodo sperimentato a Milano durante la sua amministrazione. Nel 2007 la città fu protagonista della nascita dei Patti per la sicurezza tra Governo e grandi aree urbane. Con il Patto per Milano Sicura, sottoscritto il 18 maggio, furono previsti oltre 600 uomini in più tra le diverse forze impegnate sul territorio, insieme al potenziamento della videosorveglianza e a interventi mirati nelle aree maggiormente esposte a criminalità e degrado.
I risultati furono significativi. Nel bilancio delle forze dell'ordine relativo ai primi undici mesi del 2008, i reati rilevati a Milano passarono da 80.021 a 59.659, con una diminuzione di oltre il 25%; le rapine da 2.709 a 2.177, gli omicidi da 18 a 11 e le violenze sessuali da 254 a 227. Il modello di collaborazione avviato allora è inoltre proseguito negli anni successivi ed è alla base dell'attuale sistema dei Patti per la sicurezza urbana.
«Quell'esperienza dimostra che quando tutte le istituzioni fanno la propria parte i risultati arrivano. Dobbiamo rafforzare e aggiornare i Patti per la sicurezza: lo Stato deve garantire più uomini, mezzi e certezza della risposta alla criminalità; i sindaci devono presidiare il territorio, combattere degrado e illegalità e utilizzare fino in fondo gli strumenti a loro disposizione. E al lavoro delle forze dell'ordine deve seguire una risposta giudiziaria efficace. Non servono scontri tra istituzioni, serve una catena della sicurezza nella quale ogni anello funzioni. È questo il senso del richiamo di Tajani alla responsabilità di tutti, che condivido».
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