(AGENPARL) - Roma, 30 Agosto 2026 - «La morte di una ragazza italiana di appena 22 anni nella sparatoria avvenuta in Svizzera, al termine di un rave ad Aarau, è una tragedia che colpisce profondamente. Alla sua famiglia va il mio cordoglio e la mia vicinanza. Un pensiero anche ai cinque feriti. Ringrazio la Farnesina, la nostra Ambasciata a Berna e il Consolato generale a Basilea, che stanno seguendo il caso. Confidiamo nel lavoro delle autorità svizzere affinché vengano individuati al più presto il responsabile o i responsabili e siano chiarite dinamica e motivazioni di quanto accaduto. Questa tragedia non deve essere strumentalizzata e saranno le indagini a stabilire che cosa sia realmente successo. Ma quanto avvenuto richiama inevitabilmente l'attenzione sul tema della sicurezza in occasione dei grandi raduni e, in particolare, di quelli organizzati illegalmente. Vale quindi la pena ricordare una scelta lungimirante compiuta dal Governo Meloni praticamente all'inizio del proprio mandato: intervenire contro i rave party illegali, dando alle Forze dell'ordine strumenti specifici per contrastare l'occupazione abusiva di terreni ed edifici finalizzata all'organizzazione di raduni dai quali derivi un concreto pericolo per la salute o l'incolumità pubblica. Una decisione che all'epoca venne duramente contestata e perfino derisa da una parte dell'opposizione. Eppure il principio era ed è semplice: divertirsi è un diritto, organizzare eventi rispettando le regole è assolutamente legittimo, ma nessuno può trasformare terreni o immobili occupati abusivamente in luoghi per grandi raduni fuori dalle norme di sicurezza, igiene e tutela delle persone. La norma voluta dal Governo non vieta i concerti, le feste o le manifestazioni regolarmente organizzate. Colpisce determinate condotte legate all'invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi, distinguendo quindi nettamente il divertimento legale dalle situazioni di illegalità. Quanto accaduto in Svizzera ha dinamiche che devono ancora essere accertate e sarebbe scorretto anticipare le conclusioni degli investigatori. Ma sulla necessità di prevenire situazioni potenzialmente pericolose e di garantire regole e controlli nei grandi raduni non dovrebbero esserci divisioni politiche. Su questo il Governo Meloni scelse di intervenire subito. Fu una scelta di prevenzione e sicurezza che continuo a ritenere giusta».
Lo dichiara il deputato di Fratelli d'Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.
