(AGENPARL) - Roma, 30 Agosto 2026 - Il segretario regionale di Forza Italia Sardegna: "La nuova governance può rilanciare il sistema portuale italiano. Ma l'articolo 119, comma 6, della Costituzione sull'insularità non può restare una semplice petizione di principio"
Roma, 31 agosto 2026 -"La riforma della governance portuale è necessaria e deve essere approvata nel più breve tempo possibile. L'Italia non può permettersi di continuare a perdere tempo su infrastrutture strategiche per la competitività del Paese, per la logistica, per i traffici commerciali e per lo sviluppo del sistema produttivo". Lo afferma l'onorevole Pietro Pittalis, segretario regionale di Forza Italia Sardegna, intervenendo sul disegno di legge sulla riforma della governance portuale e sull'istituzione di Porti d'Italia S.p.A."Condividiamo l'impostazione di fondo della riforma – prosegue Pittalis – e riteniamo particolarmente significative le considerazioni del professor Ugo Patroni Griffi, giurista e già presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, che ha sottolineato come la riforma non debba essere interpretata come una semplice operazione di finanziamento di nuove opere, ma come un intervento volto a semplificare, coordinare e rendere più efficace la programmazione degli investimenti". "È proprio partendo da questa impostazione – aggiunge il segretario regionale di Forza Italia – che riteniamo necessario migliorare il testo durante l'iter parlamentare, introducendo una specifica attenzione alla condizione dei territori insulari". "Il principio di insularità è entrato nella nostra Costituzione con una norma di straordinaria importanza. L'articolo 119, sesto comma, stabilisce che la Repubblica riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall'insularità. Ma oggi questo principio rischia di rimanere una petizione di principio priva di strumenti concreti di attuazione". "È necessario che la riforma portuale rappresenti una delle prime occasioni per trasformare quel principio costituzionale in una politica pubblica concreta. Per Sardegna e Sicilia, e più in generale per tutti i territori insulari nei quali sono presenti infrastrutture portuali, il porto non è una infrastruttura come le altre: è una condizione essenziale per garantire la continuità territoriale, la mobilità delle persone e delle merci, l'approvvigionamento e la competitività delle imprese". Per questa ragione ritengo necessario intervenire sul testo con due specifiche proposte emendative. "La prima – spiega Pittalis – deve prevedere che la condizione di insularità sia espressamente considerata tra i criteri prioritari per la definizione del Piano nazionale degli interventi portuali, tenendo conto degli svantaggi strutturali derivanti dalla distanza dalla terraferma, dall'assenza di alternative terrestri e dai maggiori costi logistici e infrastrutturali". "La seconda deve introdurre invece un criterio di perequazione nella programmazione e nella distribuzione delle risorse destinate agli investimenti portuali, affinché nella determinazione del riparto siano considerati gli svantaggi strutturali e i maggiori costi infrastrutturali e logistici dei territori insulari". "Non chiediamo privilegi e non chiediamo quote riservate. Chiediamo semplicemente che una condizione di svantaggio riconosciuta dalla Costituzione venga considerata concretamente quando lo Stato decide quali infrastrutture finanziare e come distribuire le risorse". "Per la Sardegna questo è particolarmente importante. I porti dell'isola – da Cagliari a Olbia, da Porto Torres a Golfo Aranci, da Oristano a Portovesme e Santa Teresa Gallura – costituiscono una vera e propria rete infrastrutturale essenziale per l'economia regionale e per i collegamenti con il continente. La loro efficienza non riguarda soltanto la Sardegna, ma la capacità dell'intero Paese di garantire continuità territoriale e collegamenti efficienti con un territorio insulare"."Ritengo dunque che la riforma debba essere approvata rapidamente, ma anche migliorata nel suo percorso parlamentare. Accelerare l'approvazione e, contemporaneamente, rafforzare il testo con norme che diano concreta attuazione al principio costituzionale di insularità non sono obiettivi alternativi: sono due esigenze che possono e devono procedere insieme". "Porti d'Italia S.p.A. – conclude Pittalis – può rappresentare uno strumento importante per superare frammentazioni, accelerare la realizzazione delle opere strategiche e rendere più competitivo il sistema portuale nazionale. Ma proprio perché si sta costruendo una nuova governance nazionale, è necessario che essa tenga conto delle diverse condizioni territoriali del Paese. Per le isole, l'insularità deve diventare un criterio concreto di programmazione e di investimento. È questo il modo più serio per dare finalmente attuazione al principio di insularità previsto della Costituzione, ad oggi inattuato".