(AGENPARL) - Roma, 21 Agosto 2026 - Dall’ascesa dei droni subacquei autonomi all’espansione aggressiva nei mercati esteri, la Turchia continua a puntare con decisione sull’indipendenza e sulla competitività della propria industria bellica. È quanto emerso dal TEKNOFEST Blue Homeland in corso a Kocaeli e Istanbul, dove la società della difesa STM ha delineato la strategia futura per i settori navale e subacqueo.
Il salto tecnologico: dai droni aerei ai sistemi sottomarini
Nel corso dell’evento, il direttore generale di STM, Ozgur Guleryuz, ha confermato che l’azienda prevede di lanciare entro la fine dell’anno o all’inizio del prossimo il primo prototipo dell’attesissima imbarcazione d’attacco rapido sviluppata interamente a livello nazionale. A questo si affianca il ritmo serrato nella costruzione delle fregate di classe Istif destinate alla Marina turca.
Ma il vero terreno d’innovazione riguarda la subacquea: forte del know-how maturato con i veicoli aerei senza equipaggio (UAV) come il celebre drone Kargu, STM ha unito l’esperienza marittima a quella tattica aerea per sviluppare Neta, un veicolo subacqueo autonomo entrato ufficialmente nella produzione di massa. A breve, la gamma si arricchirà di nuovi sistemi progettati per missioni specializzate, tra cui la caccia alle mine e le attività di ricerca e soccorso.
Una proiezione internazionale che guarda a Est e a Ovest
La crescita dell’industria della difesa turca non si limita al mercato interno, ma si riflette in una forte spinta all’esportazione in aree geografiche molto diverse tra loro.
Nel Sud-Est asiatico, l’azienda ha completato a tempo di record il varo di tre corvette destinate alla Royal Malaysian Navy nell’ambito del progetto Littoral Mission Ship Batch 2. Sul fronte europeo e mediorientale, spiccano il completamento della prima unità navale per il programma militare ucraino — con la seconda consegna fissata per il 2027 — e i preparativi in Portogallo per la cerimonia di posa della chiglia della seconda nave di supporto logistico e rifornimento per la Marina portoghese.
La strategia di Ankara, fondata sulla capacità di ingegneria interna di adattare le piattaforme esistenti e offrire soluzioni su misura per ogni singolo cliente, conferma come il settore navale turco si stia ritagliando un ruolo di primo piano sullo scacchiere geopolitico internazionale.
