(AGENPARL) - Roma, 21 Agosto 2026 - "Gli anni in cui l'Italia ha ricevuto più dublinanti sono stati il 2018 e il 2019, quando il ministro dell'Interno si chiamava Salvini"
"Meloni evidentemente non ha preso bene il lungo elenco di Paesi che hanno dichiarato di voler riprendere a inviare migranti in Italia e adesso si arrampica sugli specchi. Avrebbe dovuto sapere però che era inevitabile dopo l'entrata in vigore del nuovo Regolamento UE del 12 giugno. Quella lista non potrà che allungarsi: le decisioni unilaterali usate finora non funzioneranno più". Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza.
"Questo Regolamento – puntualizza l'esponente dem – penalizza i Paesi di primo arrivo come l'Italia, stringendo ulteriormente le maglie sui movimenti secondari all'interno dell'UE. La destra lo ha applicato in modo ancora più restrittivo, introducendo modalità di trattenimento più nette, senza capire che un atteggiamento del genere si ritorce contro di noi. Avremmo dovuto fare fronte comune con gli altri Paesi di primo arrivo e puntare sulla solidarietà europea obbligatoria, la battaglia che Elly Schlein aveva condotto da parlamentare europea sulla riforma del Regolamento di Dublino. Invece la destra ha fatto l'esatto contrario, avallando l'egoismo sovranista di Paesi come l'Ungheria di Orbán, a discapito dell'Italia".
"Il governo – conclude Mauri – ha provato persino a fare propaganda sui dati dei dublinanti dal 2014 in poi. Peccato che gli anni in cui l'Italia ne ha ricevuti di più, 2018 e 2019, siano stati esattamente quelli in cui il ministro dell'Interno si chiamava Matteo Salvini. I sovranisti nostrani trovano sempre qualcuno più sovranista di loro. Il prezzo però lo fa pagare all'Italia".
Roma, 21 agosto 2026