(AGENPARL) - Roma, 22 Agosto 2026 - Un nuovo passo nel complesso percorso politico della Libia è stato compiuto a Tunisi, dove i rappresentanti delle autorità orientali e occidentali hanno siglato una bozza di accordo riguardante la ristrutturazione dell’Alta Commissione Elettorale Nazionale (HNEC) e la revisione delle leggi elettorali.
Secondo quanto riferito dalla Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL), l’intesa è stata raggiunta dal comitato congiunto 4+4, formato da rappresentanti delle due parti libiche, al termine del lavoro sulle prime due fasi della tabella di marcia sostenuta dalle Nazioni Unite.
L’accordo rappresenta un passaggio significativo nel tentativo di affrontare due dei principali ostacoli che hanno finora rallentato il ritorno alle urne: la definizione di una base normativa condivisa per le elezioni e la composizione dell’organismo incaricato di organizzarle e supervisionarle.
Nuovo incontro in Libia entro la fine di agosto
Il lavoro, tuttavia, non è ancora concluso.
L’UNSMIL ha annunciato che i componenti del comitato hanno concordato di riunirsi nuovamente in Libia entro la fine di agosto. Il prossimo incontro dovrebbe essere dedicato alla definizione degli ultimi dettagli relativi ai meccanismi di attuazione dell’intesa.
Una volta completato questo passaggio, l’accordo dovrebbe essere annunciato ufficialmente.
L’attenzione si sposta quindi dalla fase negoziale alla concreta applicazione delle decisioni raggiunte. Proprio l’attuazione rappresenterà il banco di prova più importante per stabilire se il compromesso raggiunto a Tunisi sarà in grado di produrre conseguenze concrete sul processo politico libico.
Il lavoro del comitato 4+4
L’intesa di Tunisi non nasce da un singolo incontro, ma rappresenta il risultato di un percorso negoziale sviluppatosi attraverso diverse tappe.
Il 24 giugno, secondo quanto precedentemente comunicato dall’UNSMIL, il mini-dialogo 4+4 aveva raggiunto un consenso sulla legge relativa alle elezioni presidenziali e sulla formazione del consiglio dell’Alta Commissione Elettorale Nazionale.
Già alla fine di aprile, inoltre, la missione delle Nazioni Unite aveva riferito del raggiungimento di un’intesa a Roma sulla ristrutturazione del consiglio di amministrazione dell’HNEC.
La bozza siglata a Tunisi rappresenta quindi un ulteriore avanzamento di un negoziato che punta a costruire progressivamente un terreno comune tra istituzioni e rappresentanti delle diverse componenti politiche libiche.
La ristrutturazione della Commissione Elettorale
Uno degli aspetti centrali dell’accordo riguarda proprio la futura struttura dell’HNEC, istituzione destinata ad avere un ruolo determinante nell’organizzazione di eventuali elezioni nazionali.
In base all’intesa raggiunta, il comitato ha raccomandato al Procuratore Generale di indicare un giudice riconosciuto per competenza, integrità e imparzialità al quale affidare la presidenza della Commissione, nel rispetto delle procedure e delle normative vigenti.
Il principio alla base della proposta è quello di attribuire la guida dell’autorità elettorale a una figura capace di offrire garanzie di indipendenza e neutralità in un contesto politico ancora profondamente diviso.
Il comitato ha inoltre individuato i componenti destinati a far parte del nuovo consiglio di amministrazione dell’HNEC.
Per la Camera dei Rappresentanti sono stati indicati Ali Al-Tayeb, Haitham Al-Tabouli e Ali Abu Salah.
Per l’Alto Consiglio di Stato sono stati invece nominati Sana Al-Lishani, Badiwi Mohammed e Ali Al-Mabrouk.
La composizione riflette quindi il tentativo di creare un equilibrio tra le principali istituzioni politiche coinvolte nel dialogo.
Le leggi elettorali restano il nodo decisivo
Parallelamente alla riorganizzazione dell’HNEC, il comitato ha lavorato sulla revisione delle leggi elettorali, una delle questioni più controverse dell’intero processo di transizione libico.
L’obiettivo è arrivare a regole sufficientemente condivise da consentire l’organizzazione di consultazioni nazionali senza riaprire immediatamente controversie sulla loro legittimità.
La Libia ha infatti sperimentato negli ultimi anni ripetuti tentativi di arrivare alle elezioni, ostacolati anche dalle divergenze sulle norme che regolano le candidature, le competenze delle istituzioni e il percorso politico successivo al voto.
Un compromesso sulle regole rappresenterebbe pertanto una delle condizioni essenziali per costruire un processo elettorale credibile.
Dal consenso politico all’attuazione
La firma della bozza a Tunisi costituisce un segnale di avanzamento, ma la fase più delicata potrebbe iniziare proprio adesso.
Le parti dovranno trasformare il consenso raggiunto dal comitato 4+4 in decisioni operative e politicamente accettate dalle rispettive istituzioni di riferimento.
Il nuovo incontro previsto in Libia entro la fine di agosto sarà quindi particolarmente importante. Oltre a definire i dettagli tecnici dell’attuazione, dovrà chiarire fino a che punto le parti siano disposte a trasformare gli impegni negoziali in un percorso concreto verso le elezioni.
Il ruolo dell’UNSMIL rimane centrale nel facilitare il confronto e nel cercare di mantenere il processo all’interno di una cornice condivisa.
Tunisi, Roma e Libia: un percorso negoziale in più tappe
Il processo degli ultimi mesi mostra una strategia basata su accordi progressivi.
Dall’intesa raggiunta a Roma sulla ristrutturazione dell’HNEC, passando per il consenso del 24 giugno sulla legge per le elezioni presidenziali e sulla formazione del consiglio della Commissione, fino alla bozza siglata a Tunisi, il comitato 4+4 ha cercato di affrontare gradualmente alcuni dei dossier più complessi.
Il prossimo passaggio riporterà invece il confronto direttamente in Libia, dove dovranno essere definiti gli ultimi elementi necessari all’attuazione.
Il significato politico dell’accordo dipenderà quindi dalla capacità delle parti di mantenere il consenso raggiunto e di evitare che nuove divergenze blocchino ancora una volta il percorso.
Per la Libia, la questione va oltre la semplice riorganizzazione di una commissione. Un’autorità elettorale considerata credibile, accompagnata da leggi condivise, costituisce una delle condizioni fondamentali per arrivare a elezioni nazionali capaci di ottenere un riconoscimento sufficientemente ampio.
La bozza di Tunisi apre dunque una nuova fase. Il prossimo incontro previsto entro la fine di agosto dovrà stabilire se il compromesso raggiunto potrà trasformarsi da accordo politico preliminare in un meccanismo realmente operativo per riportare la Libia verso le urne.