(AGENPARL) - Roma, 20 Agosto 2026 - Il Parlamento del Bangladesh ha eletto Mirza Fakhrul Islam Alamgir nuovo presidente della Repubblica, al termine di una votazione che ha visto confrontarsi due candidati per la prima volta dopo decenni. Alamgir, candidato del Bangladesh Nationalist Party (BNP), formazione al governo, diventa così il 23° presidente del Paese.
Secondo i risultati riportati dalla stampa indiana, Alamgir ha ottenuto 255 voti parlamentari, conquistando una netta maggioranza. Il candidato sostenuto dall’opposizione, Oli Ahmad, si è invece fermato a 88 voti.
L’elezione assume un particolare significato per la politica del Bangladesh perché è la prima volta in circa 35 anni che la scelta del capo dello Stato avviene con più di un candidato in competizione. Nel sistema parlamentare del Paese, infatti, negli ultimi decenni il presidente era generalmente scelto senza un vero confronto elettorale.
Alamgir eletto con 255 voti
La maggioranza parlamentare ha dunque garantito l’elezione del candidato del BNP, consolidando la presenza del partito nelle principali istituzioni dello Stato.
Mirza Fakhrul Islam Alamgir è una delle figure più conosciute del Bangladesh Nationalist Party e ha avuto per anni un ruolo di primo piano nella politica nazionale.
Il voto parlamentare ha prodotto un risultato piuttosto netto: 255 voti per Alamgir contro gli 88 ottenuti da Oli Ahmad, candidato indicato dall’alleanza di opposizione.
La presenza di due candidati ha trasformato un passaggio istituzionale tradizionalmente prevedibile in un confronto politico diretto tra maggioranza e opposizione.
La prima competizione presidenziale dal 1991
L’aspetto storicamente più significativo dell’elezione riguarda proprio la competizione tra due candidati.
Una situazione analoga non si verificava dal 1991, anno particolarmente importante per la storia politica moderna del Bangladesh, quando il Paese tornò a un sistema di governo parlamentare.
Da allora la presidenza ha mantenuto un ruolo prevalentemente istituzionale e rappresentativo, mentre il centro effettivo del potere politico si è spostato verso il primo ministro e il governo sostenuto dalla maggioranza parlamentare.
L’elezione di Alamgir rappresenta quindi un evento insolito non tanto per le funzioni attribuite al presidente, quanto per le modalità politicamente competitive attraverso le quali è stato scelto.
Le dimissioni di Mohammed Shahabuddin
Il voto si è reso necessario dopo le dimissioni del precedente presidente, Mohammed Shahabuddin.
Shahabuddin, eletto alla presidenza nel 2023, ha lasciato l’incarico il 24 luglio, indicando motivi di salute.
La sua uscita anticipata dalla presidenza ha attivato le procedure previste dalla Costituzione del Bangladesh per garantire la continuità istituzionale.
In base alle disposizioni costituzionali, il Parlamento deve procedere all’elezione di un nuovo capo dello Stato entro il termine previsto dopo la vacanza della carica.
La candidatura di Alamgir da parte del BNP e quella di Oli Ahmad da parte dell’opposizione hanno quindi aperto una competizione parlamentare che non si vedeva da oltre tre decenni.
Quali poteri ha il presidente del Bangladesh?
Nonostante il titolo di capo dello Stato, il presidente del Bangladesh dispone di poteri prevalentemente cerimoniali e costituzionali.
Il Bangladesh è infatti una repubblica parlamentare nella quale il potere esecutivo viene esercitato principalmente dal primo ministro e dal governo.
Nella maggior parte delle proprie funzioni, il presidente opera sulla base del consiglio del primo ministro e dell’esecutivo. Non rappresenta quindi un centro di potere politico paragonabile a quello delle repubbliche presidenziali.
Il capo dello Stato svolge comunque una funzione importante nella continuità delle istituzioni, nella rappresentanza nazionale e nell’esercizio delle attribuzioni previste dalla Costituzione.
In particolari momenti di crisi politica o di transizione istituzionale, inoltre, il ruolo della presidenza può acquisire una rilevanza superiore rispetto alla normale amministrazione dello Stato.
Una vittoria importante per il BNP
L’elezione rappresenta anche un successo politico per il Bangladesh Nationalist Party.
Disponendo del sostegno necessario in Parlamento, il partito è riuscito a portare un proprio candidato alla presidenza con un margine molto ampio sull’opposizione.
Il risultato di 255 a 88 evidenzia i rapporti di forza esistenti all’interno dell’assemblea legislativa e offre al governo la presenza di una figura proveniente dalla propria area politica anche alla guida formale dello Stato.
Ciò non significa tuttavia che la presidenza possa intervenire liberamente nella politica quotidiana. L’assetto costituzionale limita infatti fortemente l’autonomia politica del capo dello Stato rispetto al governo.
Un passaggio istituzionale dal forte valore simbolico
L’importanza dell’elezione va quindi ricercata soprattutto nel suo valore politico e simbolico.
Per la prima volta dal ritorno al parlamentarismo, maggioranza e opposizione hanno presentato candidati contrapposti alla presidenza, consentendo al Parlamento di esprimersi attraverso una vera competizione.
Il risultato non modifica la natura parlamentare del sistema politico del Bangladesh, ma rappresenta un passaggio significativo per le sue istituzioni.
Con l’elezione di Mirza Fakhrul Islam Alamgir, il Paese chiude inoltre la fase di transizione aperta dalle dimissioni di Mohammed Shahabuddin e insedia il suo 23° capo dello Stato.
La sfida per il nuovo presidente sarà ora esercitare il proprio ruolo di garante e rappresentante delle istituzioni in un sistema nel quale le decisioni politiche ed economiche rimangono principalmente nelle mani del governo e della maggioranza parlamentare.

