(AGENPARL) - Roma, 18 Agosto 2026 - La Rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite in Libia, Hanna Tetteh, ha denunciato la deviazione del carburante sovvenzionato, definendola «un uso inaccettabile delle risorse pubbliche». Ha inoltre chiesto che i responsabili siano indagati e chiamati a rispondere delle proprie azioni, sottolineando che i cittadini libici non devono pagare il prezzo di tali pratiche.
Nel corso del suo briefing al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione in Libia, Tetteh ha richiamato l’attenzione sulle gravi interruzioni di corrente che hanno interessato vaste aree del Paese, lasciando centinaia di migliaia di persone senza elettricità e, in diversi casi, senza acqua.
Secondo l’inviata ONU, le interruzioni programmate sono legate alla perdita di capacità di generazione elettrica provocata dalla carenza di carburante, dalla minore disponibilità di gas e dalle crescenti pressioni esercitate su una rete elettrica già fragile. Una situazione che Tetteh ha definito paradossale per un Paese che dispone delle maggiori riserve petrolifere dell’Africa.
Quasi un miliardo di dollari al mese per importare carburante
Tetteh ha riferito che, secondo i dati della National Oil Corporation (NOC), la Libia spende quasi un miliardo di dollari al mese per l’importazione di carburante. Nonostante questa enorme spesa, persistono carenze che incidono anche sul funzionamento della rete elettrica.
L’inviata delle Nazioni Unite ha ricordato le prove relative alla deviazione di ingenti quantità di carburante sovvenzionato originariamente destinato a settori essenziali, tra cui quello dell’elettricità e della sicurezza. Una questione già sollevata nei precedenti briefing e nelle relazioni del gruppo di esperti.
Secondo Tetteh, questi elementi dimostrano la necessità di rafforzare supervisione, trasparenza, responsabilità e coordinamento, affinché le risorse pubbliche raggiungano effettivamente i servizi ai quali sono destinate.
Crisi energetica e proteste
La crisi energetica ha interessato tutte le regioni della Libia, alimentando il malcontento della popolazione. Particolarmente significativa è stata la situazione nella parte occidentale del Paese, dove tra il 26 e il 29 luglio si è registrata una campagna di disobbedienza civile più organizzata, caratterizzata da blocchi stradali, scioperi e interruzioni temporanee di importanti infrastrutture statali ed energetiche.
Sul fronte economico, Tetteh ha chiesto che le preoccupazioni riguardanti la Banca Centrale della Libia siano affrontate con serietà e rapidità. Ha inoltre invitato l’istituzione a riprendere la pubblicazione dei bollettini mensili sulle entrate e sulle spese, considerandoli uno strumento fondamentale per rafforzare trasparenza e responsabilità.
La Rappresentante speciale ha anche messo in guardia contro aumenti incontrollati della spesa corrente, in particolare per stipendi e carburanti sovvenzionati, che potrebbero compromettere ulteriormente la disciplina fiscale del Paese.
Entrate petrolifere e sviluppo
Tetteh ha evidenziato l’importanza del Programma di Sviluppo Unificato, considerandolo una possibile base per gestire meglio le entrate petrolifere, ridurre le spese ricorrenti e destinare eventuali surplus a investimenti produttivi.
Il programma dovrebbe inoltre contribuire allo sviluppo della National Oil Corporation attraverso una supervisione più rigorosa. La sua credibilità, tuttavia, dipenderà dall’effettiva applicazione degli standard concordati e dalla capacità della Camera dei Rappresentanti e del Consiglio di Stato di vigilare sul rispetto del quadro stabilito.
Preoccupazione per la sicurezza nella Libia occidentale
Sul piano della sicurezza, Tetteh ha descritto la situazione lungo la costa occidentale come ancora fragile, richiamando gli scontri nelle aree di Zawiya e Surman e l’impiego di droni contro la raffineria di Zawiya.
Secondo l’inviata ONU, l’utilizzo di droni contro la raffineria e altre infrastrutture vitali costituisce uno sviluppo nuovo e particolarmente preoccupante.
Tetteh ha inoltre condannato l’assassinio del generale Fawzi al-Mansouri, chiedendo l’apertura di un’indagine e l’individuazione dei responsabili.
Allo stesso tempo, ha accolto positivamente l’incontro di Sirte tra i due capi di Stato maggiore, Salah al-Din al-Namroush e Khaled Khalifa Haftar, e gli accordi relativi alla creazione di una forza congiunta per la sicurezza delle frontiere, allo svolgimento di esercitazioni comuni e al coordinamento dei programmi di addestramento. L’attuazione di queste misure, secondo Tetteh, potrebbe contribuire al processo di unificazione dell’istituzione militare libica.
Diritti umani e migrazione
Nel suo intervento, la Rappresentante speciale ha affrontato anche la situazione dei diritti umani, chiedendo maggiori garanzie per la protezione delle donne e per la loro partecipazione alla vita pubblica.
Ha inoltre sollecitato indagini sulle denunce di abusi nelle strutture di detenzione, un miglioramento delle condizioni dei detenuti e un maggiore accesso alle carceri da parte di osservatori indipendenti.
Per quanto riguarda la migrazione, Tetteh ha messo in guardia dalle conseguenze della retorica anti-immigrazione e delle campagne di disinformazione contro i gruppi vulnerabili, invitando le autorità libiche a tutelare lo spazio umanitario e a rispettare gli obblighi nei confronti di rifugiati, richiedenti asilo e migranti.
Infine, l’inviata ONU ha affermato che la tabella di marcia per la Libia ha registrato progressi in diverse fasi, ma il suo completamento richiede volontà politica, compromessi tra le parti libiche e un sostegno internazionale costante e coordinato. Ha riconosciuto, tuttavia, che la sua piena attuazione potrebbe richiedere più tempo del previsto.
