(AGENPARL) - Roma, 2 Ottobre 2026 - I prezzi del petrolio sono scesi nettamente venerdì 2 ottobre dopo che i Paesi europei hanno concordato di utilizzare parte delle proprie riserve strategiche di gasolio, una decisione arrivata dopo le pressioni dell’amministrazione statunitense per aumentare l’offerta e contenere i prezzi dei carburanti. Reuters
Il Brent ha perso 1,80 dollari, pari all’1,76%, scendendo a 100,50 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate (WTI) statunitense è arretrato del 2,18% fino a 90,85 dollari al barile. Entrambi i benchmark si avviano verso una settimana negativa: il Brent registra un calo di circa il 2,84%, mentre il WTI perde circa l’1,54%. Reuters
L’Europa apre le riserve strategiche
La decisione è maturata dopo la discussione di una proposta francese che prevede il rilascio di 50 milioni di barili di gasolio dalle scorte europee, affiancato da un ulteriore intervento sui depositi di greggio dei Paesi membri dell’Agenzia Internazionale dell’Energia.
Secondo le informazioni raccolte da Reuters, il G7 ha successivamente concordato il rilascio complessivo di 100 milioni di barili di diesel e petrolio greggio dalle riserve di emergenza, insieme all’impegno a evitare nuove restrizioni alle esportazioni energetiche. Reuters
Una parte delle forniture europee di gasolio dovrebbe essere resa disponibile nell’arco di circa 20 giorni, con l’obiettivo di alleviare rapidamente le tensioni sui mercati dei carburanti. AP News
Trump: “L’Europa ha accettato”
Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato su Truth Social che l’Europa aveva accettato di liberare una grande quantità delle proprie scorte di gasolio. L’amministrazione americana aveva nei giorni precedenti esercitato pressioni in particolare su Francia e Germania, valutando anche possibili restrizioni alle esportazioni statunitensi di diesel. CBS News
La misura mira a ridurre la tensione sui prezzi internazionali e, allo stesso tempo, a diminuire la dipendenza europea dalle importazioni di carburante dagli Stati Uniti.
Il possibile blocco delle esportazioni americane aveva alimentato preoccupazioni soprattutto in Europa, dove le forniture di prodotti raffinati sono diventate un elemento particolarmente delicato del mercato energetico. Reuters
La proposta francese e il ruolo del G7
Il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato una videoconferenza con i leader del G7 per coordinare la risposta all’aumento dei prezzi dei carburanti e alle tensioni sulle forniture.
La proposta francese è diventata il punto di partenza del successivo accordo internazionale: i Paesi del G7 hanno deciso di utilizzare parte delle riserve di emergenza per aumentare temporaneamente l’offerta disponibile sul mercato. Reuters
L’intervento riguarda soprattutto il diesel, prodotto sul quale le tensioni sono diventate più forti rispetto al mercato del greggio.
La Cina sospende le esportazioni di carburante
A complicare ulteriormente lo scenario internazionale è stata la decisione delle raffinerie cinesi di sospendere le esportazioni di prodotti petroliferi nel mese di ottobre, con l’obiettivo di preservare le forniture destinate al mercato interno.
La misura riguarda carburanti come diesel, benzina e jet fuel e potrebbe ridurre la disponibilità di prodotti raffinati sui mercati asiatici e internazionali. Reuters
La notizia aveva contribuito nella seduta precedente a sostenere le quotazioni petrolifere, prima che l’annuncio sulle riserve europee riportasse i prezzi al ribasso.
Il problema si sposta dal greggio ai prodotti raffinati
La fase attuale del mercato energetico mostra come le tensioni non riguardino soltanto la disponibilità di petrolio greggio.
Il nodo principale è diventato sempre più la capacità di raffinazione e la disponibilità di diesel e altri carburanti raffinati.
Interruzioni delle forniture, problemi alle raffinerie, restrizioni alle esportazioni e tensioni geopolitiche stanno infatti esercitando una forte pressione sul mercato dei distillati.
Il rilascio delle scorte strategiche dovrebbe aumentare l’offerta nel breve periodo e contribuire a ridurre la pressione sui prezzi, anche se l’effetto dipenderà dalla durata delle tensioni internazionali e dalla capacità del mercato di ricostituire le scorte successivamente.
Petrolio verso una settimana negativa
La reazione immediata dei mercati è stata comunque chiara.
Dopo l’annuncio europeo, Brent e WTI hanno accelerato al ribasso, con perdite superiori ai due dollari intraday e con entrambi i benchmark orientati verso una chiusura settimanale negativa. Reuters
L’andamento delle prossime sedute dipenderà ora dall’effettiva quantità di carburante immessa sul mercato, dalle decisioni dei grandi Paesi produttori e dall’evoluzione delle tensioni sulle esportazioni di prodotti raffinati.
