(AGENPARL) - Roma, 13 Agosto 2026 - "Oggi abbiamo avuto la conferma che il Governo ha usato Schengen come strumento comunicativo, forse per rincorrere le sparate quotidiane di Vannacci, con risultati concreti pressoché nulli: sono appena sei le persone marocchine provenienti dalla Spagna che sono state fermate nell'ambito dei nuovi controlli, ma il Governo non è in grado di verificare, per nessuno di loro, un collegamento con la crisi di Ceuta. Dov'è, dunque, la minaccia grave e attuale che dovrebbe giustificare una misura di extrema ratio come la ripresa dei controlli in una frontiera Schengen? Ministro ha ventilato possibili minacce terroristiche, ma sempre citando "fonti aperte", e senza aggiungere, nemmeno in seduta segreta, alcun elemento di rilievo in merito a questo.
Il Ministro ha poi ammesso ritardi nella notifica della misura alla Commissione europea, che collocano l'iniziativa del Governo fuori dal perimetro procedurale previsto dal Codice frontiere Schengen. Non un dettaglio tecnico, ma la certificazione che l'esecutivo ha prima agito e poi giustificato, violando le regole che l'Italia stessa si è impegnata a rispettare. Un atto grave che noi nel frattempo paghiamo in credibilità internazionale, nella compromissione dei rapporti con la Spagna, in disagi reali per cittadini e imprese" così la deputata democratica Rachele Scarpa componente del comitato Schengen.
Ro