(AGENPARL) - Roma, 6 Agosto 2026 - Questo è il governo delle furbizie e della narrazione distorta. La distanza tra ciò che racconta agli italiani e ciò che fa concretamente è ormai evidente: quando il confronto diventa scomodo, sceglie di piegare le procedure invece di discutere nel merito.
Apprendiamo che la Lega annuncia di voler bloccare la discussione degli emendamenti al ddl caccia, ora pdl 2984, evocando la tagliola, strumento di mortificazione del parlamento e del dibattito democratico. Inoltre, apprendiamo dell'ennesimo tentativo di infilare la sanatoria per il Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale, questa volta nel decreto legislativo sulla pubblica amministrazione, con il duplice scopo di aggirare il pronunciamento della Corte Costituzionale chiamata a pronunciarsi dal Consiglio di Stato e consolidare questo comitato di comodo costruito, di fatto, per fini elettorali e per screditare e calpestare ancora una volta il ruolo di ISPRA.
Insomma, per la Lega a settembre la commissione agricoltura deve essere silenziata con la tagliola. E con sotterfugi e giochi di prestigio difendono l'indifendibile Comitato tecnico CTFVN organo tutto politico e sfacciatamente sbilanciato a favore delle sole grandi associazioni venatorie e agricole e che esclude, di fatto, quelle ambientaliste.
E oltre agli intrighi si aggiungono i silenzi. Come quello del Ministro dell'agricoltura Lollobrigida, che ancora non dice che fine abbiano fatto i fondi assegnati dalla legge di bilancio 2023 per aiutare gli agricoltori che hanno subito danni da ungulati. Un silenzio che rivela il vero volto del Ministro, quello del disinteresse nei confronti degli agricoltori, del disprezzo delle necessarie misure di prevenzione dei danni da fauna e delle soluzioni di coesistenza con la fauna selvatica.
Per il PD questa riforma irricevibile deve essere fermata. Lo abbiamo detto ormai centinaia di volte, senza la relazione sull'attuazione qualsiasi modifica è un salto nel buio. Un azzardo che il paese non merita, in particolare in questo momento di grandi crisi, ecologica, cliamtica, sociale, di difficoltà e profonde preoccupazioni per il futuro.
Roma, 6 agosto 2026