(AGENPARL) - Roma, 5 Agosto 2026 - "Dai tavoli di queste ore sull'ex Ilva registriamo ancora un drammatico nulla di fatto. Questa vicenda è la madre di tutti i fallimenti in materia di politica industriale di questo governo. Quattro anni di gestione e l'esecutivo non è riuscito a garantire né la salute dei cittadini di Taranto, né il lavoro di oltre 20mila persone impiegate a Taranto, Genova, Novi Ligure, Racconigi e Marghera. Ha confermarlo è la Corte d'appello di Milano che ha disposto lo spegnimento dell'area a caldo. Il ministro Urso, quando siede al G7 lo fa perché l'Italia è uno dei Paesi più industrializzati al mondo, ma senza l'acciaio l'Italia rischia di non esserlo più. Urso ha l'obbligo di riferire in Parlamento chi produrrà l'acciaio in Italia, con quali investimenti, anche rispetto alla decarbonizzazione e con quali tutele per i lavoratori, e come intende procedere, anche valutando l'ipotesi di un controllo pubblico e la nazionalizzazione degli impianti. Serve un quadro di certezze e non più rinvii, come quelli decisi dal governo fino ad oggi. Occorre garantire la salute, la salvaguardia dell'occupazione e la continuità produttiva. Il governo non può più sfuggire a queste risposte perché il Paese le attende".
Così il capogruppo Pd in commissione Attività produttive, Alberto Pandolfo, intervenendo in Aula alla Camera nel Question time con il ministro Adolfo Urso sul futuro dell'ex Ilva.
Roma, 5 agosto 2026