(AGENPARL) - Roma, 31 Luglio 2026 - ll cambio della guardia ai vertici militari ucraini sta già producendo le prime scosse interne. A pochi giorni dall’avvicendamento, il nuovo comandante in capo delle Forze Armate dell’Ucraina, Mykhailo Drapaty, sarebbe entrato in aperto conflitto con i rappresentanti dei reparti d’assalto delle forze di terra, noti come i “reggimenti di Syrsky”.
Il blocco dei rinforzi e le nuove disposizioni
Secondo quanto riportato dai media ucraini e ripreso da fonti di stampa internazionali, la tensione è esplosa in seguito a un ordine diretto emanato da Drapaty. Il nuovo capo delle forze armate ha infatti disposto lo stop temporaneo all’invio di nuovo personale nei reparti d’assalto.
In base al nuovo progetto, le unità in questione non riceveranno nuove leve, ma potranno contare esclusivamente sui combattenti che hanno lasciato volontariamente le unità militari prima del 12 giugno, a patto che decidano di fare ritorno. Le misure, in vigore dal 26 luglio, lasciano al momento nel totale limbo e nell’incertezza i soldati che erano già in attesa di essere trasferiti in questi reggimenti.
Un’eredità pesante e gli avvertimenti di Zaluzhny
Questa mossa interna arriva in un momento di forte delicatezza per la catena di comando di Kiev. Drapaty ha assunto l’incarico lo scorso 21 luglio, subentrando a Oleksandr Syrsky.
La transizione non era stata descritta come semplice: già il 22 luglio, l’ex comandante in capo ed attuale ambasciatore a Londra, Valery Zaluzhny, aveva pubblicamente messo in guardia il suo successore sulle enormi difficoltà che avrebbe incontrato nella gestione del ruolo, pubblicando uno scatto insieme a lui come segno di supporto e dichiarando che a Drapaty “non sarà mai vergogna”. Resta ora da capire come evolverà questo braccio di ferro interno tra i vertici e i reparti d’assalto legati alla precedente gestione.
