(AGENPARL) - Roma, 31 Luglio 2026 - Milano, 31 luglio 2026 – "Ci sono persone che attraversano la vita degli altri lasciando una traccia che il tempo non può cancellare. Don Antonio Mazzi è stato una di queste.
La sua scomparsa mi addolora profondamente. Se ne va un uomo che ha scelto di stare accanto agli ultimi, ai più fragili, a chi era caduto e spesso non trovava più una mano disposta ad aiutarlo a rialzarsi. Un sacerdote che non si è limitato a parlare di speranza, l'ha trasformata in luoghi, comunità, relazioni, possibilità concrete di ricominciare.
Con Exodus, don Mazzi ha combattuto per tutta la vita una battaglia che sento profondamente anche mia e che a San Patrignano portiamo avanti da decenni, quella contro le dipendenze e, ancora di più, contro l'idea terribile che esistano vite ormai perdute.
Abbiamo condiviso una convinzione semplice e potentissima: dietro una dipendenza c'è sempre una persona. Un figlio, una figlia, una madre, un padre. Una storia che merita di essere ascoltata. Una vita che può ancora cambiare.
Exodus e San Patrignano sono esperienze diverse, nate da storie diverse, ma unite dalla stessa scelta di non voltarsi dall'altra parte. Stare accanto alle persone quando è più difficile. Credere in loro anche quando loro stesse hanno smesso di farlo. Restituire dignità prima ancora che speranza. Fare prevenzione attraverso l'educazione e la formazione.
Chi ha conosciuto il dolore della dipendenza sa quanto sia lunga e faticosa la strada per uscirne. Sa quante volte si cade. E sa quanto possa essere decisivo trovare qualcuno che, invece di giudicarti, ti guardi negli occhi e ti dica: io credo ancora in te.
Questo è stato don Mazzi per migliaia di ragazzi e per le loro famiglie.
Oggi resta un grande vuoto, ma resta soprattutto ciò che ha seminato. Restano le persone salvate, le famiglie ricostruite, le vite restituite alla libertà. Restano le donne e gli uomini di Exodus che continueranno il suo cammino.
A loro, alla sua Comunità e a tutte le persone che gli hanno voluto bene rivolgo il mio abbraccio più sincero.
Ciao don Antonio. Continueremo questa battaglia anche per te. Perché nessuno venga lasciato solo. Perché nessuno sia considerato irrecuperabile. Perché, finché esiste qualcuno disposto a tendere una mano, nessuna vita è perduta per sempre."