(AGENPARL) - Roma, 30 Luglio 2026 - La televisione iraniana ha reso noto che i recenti attacchi missilistici che hanno preso di mira la base aerea “Muwaffaq Al-Salti” in Giordania sono stati effettuati basandosi su accurate informazioni di intelligence ricevute presso il quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya.
Secondo quanto trasmesso, l’operazione militare è scattata in seguito alla ridistribuzione da parte degli Stati Uniti di caccia d’attacco A-10, caccia F-15 e di nuovi sistemi militari all’interno della base. La Forza Aerospaziale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha condotto quella che è stata definita un’operazione “improvvisa”, riuscendo a colpire e distruggere gli obiettivi prefissati.
“Sotto sorveglianza” i movimenti USA nella regione
Nel bollettino diffuso dai media statali, è stato sottolineato che tutti i movimenti delle forze statunitensi nella regione restano sotto costante sorveglianza. Le Guardie Rivoluzionarie e le forze armate iraniane hanno ribadito che continueranno a prendere di mira gli obiettivi fissati “il più rapidamente possibile” laddove se ne presenti la necessità.
L’emittente ha inoltre definito la base di Muwaffaq Al-Salti un vero e proprio “quartier generale del dispiegamento della flotta aerea e del comando aereo degli Stati Uniti in Asia occidentale”, aggiungendo che la forza geospaziale iraniana “ha imposto il controllo longitudinale e missilistico sul cielo della Giordania”.
Il precedente annuncio e l’avvertimento ai civili
In precedenza, le stesse Guardie Rivoluzionarie avevano rivendicato l’azione condotta dalla forza geospaziale contro la base aerea e il Centro di Comando Centrale dell’Esercito degli Stati Uniti in territorio giordano, colpiti con diversi missili balistici.
Contestualmente, l’IRGC aveva lanciato un severo avvertimento “al pubblico in generale nei paesi in cui i soldati americani sono di stanza, di non stare vicino a loro”, sostenendo che molti ufficiali e soldati statunitensi avrebbero abbandonato le installazioni militari per rifugiarsi in edifici all’interno delle città per timore della reazione dei combattenti dell’Asse della Resistenza.
