(AGENPARL) - Roma, 19 Settembre 2026 - “Le primarie? Sono una brutta invenzione di Walter Veltroni, nella sua smania di somigliare al Partito Democratico americano”. Lo ha affermato la giornalista, scrittrice ed ex deputata Luciana Castellina nel corso della prima puntata de “L’Elefante”, il nuovo programma condotto da Peter Gomez, che ha debuttato questa sera in diretta su Rai 3 e RaiPlay.
Nel corso dell’intervista, Castellina ha criticato il sistema delle primarie, sostenendo che favorisce “chi ha più soldi per fare propaganda sui giornali e sulle televisioni, finisce per avere delle possibilità che altri non hanno. Io ho nostalgia di quando si decideva chi dovesse essere eletto, che era qualcuno che aveva provato nella sua pratica politica e nella vita le posizioni che aveva e le capacità per affrontarle”.
Affrontando il tema della politica internazionale e della guerra in Ucraina, e sulle posizioni tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle Castellina ha affermato che “è difficile dire che ci sono due posizioni, perché ci sono delle vaghezze da parte del Partito Democratico su questo. Certo io sono d’accoro su quello che dice Giuseppe Conte. No al riarmo punto e basta. Che è quello che dice anche il mio partito, che è AVS. Perché a che cosa serve andare avanti con la guerra? Si risolve il problema che l’ha generata? No”.
Nel ragionamento sull’evoluzione dei rapporti tra Russia e Occidente, Castellina ha ricordato che l’allargamento della NATO dopo la fine della Guerra Fredda, sostenendo che, pur senza giustificare le azioni di Mosca, fosse prevedibile una reazione da parte della Russia. “Non dico che Putin avesse ragione ma è facile pensare che ci sarebbe stata una risposta terribile come quella di Putin”, ha proseguito Luciana Castellina, “Le guerre non scoppiano all’improvviso”.
Commentando la figura del generale Roberto Vannacci, Castellina ha espresso un giudizio molto severo: “Vannacci è un fascista diventato vago. Forse è peggio del fascista, associandone l’immagine a concetti quali prepotenza e arroganza.
L’ex dirigente comunista si è poi soffermata sulla trasformazione del mondo del lavoro, osservando come gli operai non costituiscano più la classe operaia compatta e organizzata del passato. “Gli operai non sono più la classe operaia che aveva l’autonomia che nasceva dalla loro forza organizzativa”, ha detto, “I bisogni erano immediati e comuni. Oggi si è tutto frammentato. E’ naturale che la loro rappresentanza politica si è molto più confusa rispetto a un tempo”. In questo contesto, Castellina ha sostenuto che una parte del voto operaio registrato negli ultimi anni verso l’estrema destra “è uno dei risultati delle primarie. Questo crea una situazione di smarrimento, che finisce per generare polemica invece che una valutazione e riflessioni sulle cose serie”.
Sulla nuova proposta di legge elettorale la giornalista ha spiegato di non capire “perché bisogna concentrarsi così tanto su un parlamento che non ha più poteri e non decide più niente. Tanto decide l’Europa, decide il mercato, senza passare per nessun momento democratico per questioni che diventano determinanti. La società civile italiana non si occupa di politica. I giovani si occupano di politica. Solo che non gliene frega nulla del dibattito parlamentare e hanno ragione”.
