(AGENPARL) - Roma, 28 Luglio 2026 - "La decisione del Tribunale di Brescia che ha dichiarato la liquidazione giudiziale del Brescia Calcio segna una giornata di profonda amarezza per tutta la nostra comunità. Si chiude una storia societaria lunga 114 anni che ha rappresentato molto più di una squadra di calcio: un patrimonio di passione, identità e appartenenza che ha accompagnato generazioni di bresciani. Di fronte a un epilogo così doloroso è giusto non sottrarsi a una riflessione sulle responsabilità. Quello a cui assistiamo oggi non era un destino inevitabile. Ci sono stati momenti nei quali sarebbe stato possibile scegliere una strada diversa, favorire un passaggio di proprietà e mettere al primo posto il futuro del Brescia anziché altri interessii. Purtroppo così non è stato. Chi aveva la responsabilità di guidare questa società non è riuscito a preservarne il patrimonio sportivo, sociale e umano. Quando si amministra una realtà che rappresenta un'intera comunità, le responsabilità non sono soltanto economiche: riguardano il rispetto dovuto a una città, ai tifosi, ai lavoratori, agli atleti e a tutti coloro che, in oltre un secolo di storia, hanno contribuito a rendere il Brescia un simbolo riconosciuto ben oltre i confini della nostra provincia". Così il deputato lombardo del Pd Gian Antonio Girelli.
"Oggi – aggiunge l'esponente dem – il pensiero va a loro. A chi ha vissuto il Brescia sugli spalti del Rigamonti, a chi ne ha indossato la maglia, a chi ha lavorato con professionalità e passione e a chi ha continuato a sostenerlo anche nei momenti più difficili. La sentenza di oggi chiude definitivamente una vicenda societaria che ha ferito profondamente Brescia, ma non coincide con la fine del calcio nella nostra città. La risposta del territorio è arrivata già da tempo. Attorno al progetto dell'Union Brescia si sono ritrovati imprenditori, sponsor, istituzioni e migliaia di tifosi, dimostrando che il senso di appartenenza e l'amore per questi colori sono più forti degli errori di una proprietà.
Questo è il segnale più importante. Se una gestione ha disperduto un patrimonio costruito in 114 anni di storia, la comunità bresciana ha saputo reagire con responsabilità, unità e orgoglio".
"È da qui – conclude Girelli – che bisogna ripartire, facendo tesoro degli errori del passato e costruendo un futuro fondato su serietà, credibilità e solide radici nel territorio.
La liquidazione giudiziale mette la parola fine a una società, ma non potrà mai cancellare la storia del Brescia, le emozioni che ha regalato e il legame profondo che unisce una città ai suoi colori. Quella storia continua a vivere nella memoria dei bresciani e nella loro capacità di guardare avanti con fiducia".