(AGENPARL) - Roma, 28 Luglio 2026 - Lo Stretto di Hormuz rischia un nuovo blocco navale. Teheran ha infatti minacciato di vietare il passaggio a qualsiasi azienda o nazione decida di accettare i pagamenti basati sui beni statali iraniani congelati all’estero.
Il piano di Washington e la reazione di Teheran
L’avvertimento arriva direttamente dal quartier generale centrale iraniano di Khatam al-Anbiya. A esporsi è stato il portavoce militare, il colonnello Ebrahim Zolfaqari, in risposta a una recente proposta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
La misura avanzata da Washington prevede di risarcire le navi danneggiate durante gli scontri utilizzando i fondi iraniani bloccati oltreconfine. Un’iniziativa che Teheran ha bollato come illegale, definendo la rotta meridionale dello Stretto non sicura.
La linea dura delle forze armate
Le contromisure annunciate da Zolfaqari non lasciano spazio a interpretazioni. Se un paese o una compagnia accetterà i risarcimenti tramite i fondi sequestrati, le forze armate iraniane bloccheranno immediatamente le loro imbarcazioni.
Nello specifico, il giro di vite comporterà:
- Lo stop immediato al transito nello Stretto di Hormuz per i soggetti coinvolti.
- Sanzioni operative dirette contro le flotte di Stati o società aderenti al piano di Trump.
- Il rifiuto totale di riconoscere la legittimità delle rotte commerciali designate dagli Stati Uniti.
Con questa mossa, il confronto tra Washington e Teheran si sposta direttamente sul piano del controllo marittimo, aprendo nuovi scenari di crisi per la navigazione mercantile nella regione.
