(AGENPARL) - Roma, 28 Luglio 2026 - L’amministrazione Trump apre formalmente il dossier sul contingente in Europa. Pesa la frattura diplomatica e militare seguita alla risposta degli alleati sulla crisi in Iran.
La Casa Bianca formalizza la stretta sugli alleati atlantici. Gli Stati Uniti hanno dato il via a una revisione complessiva della propria presenza militare in Europa, mettendo nero su bianco i propositi di ridimensionamento più volte annunciati dal presidente Donald Trump per punire la linea dei partner europei.
La spinta del Pentagono verso l’autonomia forzata
L’obiettivo dichiarato della verifica è costringere l’Europa a sobbarcarsi l’onere primario della propria difesa convenzionale. Il sottosegretario alla Difesa Elbridge Colby ha spiegato che il processo servirà ad accelerare la transizione verso una struttura in cui i paesi membri gestiscano in autonomia la sicurezza continentale.
La misura dà seguito alle richieste avanzate un mese fa dal segretario alla Difesa Pete Hegseth durante la riunione ministeriale della NATO a Bruxelles. In quell’occasione, Hegseth aveva criticato aspramente la risposta europea alla guerra in Iran, puntando il dito contro il rifiuto di concedere l’accesso alle basi strategiche e minacciando tagli ai finanziamenti statunitensi all’alleanza.
La risposta delle cancellerie europee
La formalizzazione della revisione rappresenta un passaggio critico per i governi del continente, chiamati a fare i conti con l’imprevedibilità strategica di Washington.
Già nelle scorse settimane, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e i vertici comunitari Ursula von der Leyen e Mark Rutte avevano evidenziato la necessità di potenziare le capacità di difesa autonome. Come emerso chiaramente al vertice di Ankara, l’obiettivo dichiarato dei leader europei resta quello di colmare il divario per ridurre la dipendenza storica dall’ombrello militare statunitense.
