(AGENPARL) - Roma, 13 Luglio 2026 - "Il Comune di Milano annuncia con grande enfasi mediatica la prossima adozione del Piano del Verde, presentandolo come complemento al Piano Aria Clima e come supporto alla stesura del nuovo Piano di Governo del Territorio. Peccato che Milano arrivi in affanno, dopo altre città più virtuose, e soprattutto dopo anni di scelte urbanistiche che hanno prodotto un incremento vertiginoso delle aree cementificate".
"Non va inoltre dimenticato che il Comune di Milano ha rinunciato ai fondi del PNRR destinati alla piantumazione di nuovi alberi, sostenendo di non disporre di aree libere di almeno tre ettari. Si tratta di una verità soltanto apparente: a Milano esistono aree naturali o rinaturalizzate, anche di proprietà dello stesso Comune, nelle quali sarebbe possibile piantare alberi ad alto fusto. Il problema è che l'attuale PGT continua a destinarne molte all'edificazione, perché evidentemente la speculazione edilizia resta una priorità".
"Un primo banco di prova potrebbe essere Porto di Mare, un'area di proprietà comunale di un milione e 250 mila metri quadrati, circa la metà dei quali attualmente condannati alla cementificazione. Nel prossimo PGT il Comune cambi la destinazione d'uso di quelle superfici, le trasformi in area agricola e vi pianti le migliaia di alberi ad alto fusto di cui Milano ha drammaticamente bisogno per migliorare la vivibilità e il benessere dei cittadini".
"L'amministrazione dovrebbe inoltre avviare la procedura per il riconoscimento e la tutela delle preziosissime aree umide presenti, veri e propri presìdi ecosistemici che oggi vengono trattati come un fastidioso ostacolo all'edificazione programmata. E potrebbe introdurre un bilancio economico annuale dei servizi ecosistemici, per misurare anche in termini monetari il valore dei servizi ambientali acquisiti e di quelli sacrificati".
"Questo sarebbe un segnale concreto della volontà di cambiare passo e di tutelare finalmente gli interessi e il benessere dei milanesi, invece di continuare a privilegiare quelli dei costruttori. Per ora vediamo soltanto l'ennesimo annuncio. Aspettiamo i fatti", conclude Sironi.
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