(AGENPARL) - Roma, 8 Luglio 2026 - Kazem Gharibabadi, vice ministro degli Esteri per gli affari legali e internazionali, ha espresso una dura condanna, definendo l’azione statunitense una “palese violazione dell’articolo 10” e denunciando le recenti operazioni militari come una grave infrazione agli articoli 1 e 2 del protocollo d’intesa di Islamabad. Secondo il Ministero degli Esteri iraniano, Washington ha violato costantemente il memorandum nelle ultime tre settimane, sia attraverso la retorica minacciosa diretta, sia tramite il sostegno alle attività del regime israeliano in Libano.
Il fronte parlamentare: la posizione di Qalibaf
Anche il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, ha duramente criticato gli Stati Uniti, elencando quattro “violazioni maggiori” del Memorandum d’intesa (MoU):
- Violazione degli accordi iraniani nello Stretto di Hormuz;
- Ripristino delle sanzioni petrolifere;
- Attacchi nel sud dell’Iran;
- Continua aggressione israeliana in Libano.
“L’era del bullismo e dell’estorsione è finita”, ha dichiarato Qalibaf, sottolineando che tali pressioni non riusciranno a indebolire la determinazione dell’Iran.
Le nuove misure del Dipartimento del Tesoro
L’Office of Foreign Assets Control (OFAC) ha ufficializzato la revoca della rinuncia (precedentemente concessa il 21 giugno) a partire dal 7 luglio 2026, sostituendola con la “Licenza Generale X1”. Gli Stati Uniti hanno chiarito che non verranno autorizzate nuove transazioni, inclusi acquisti o caricamento di prodotti petroliferi, a partire dalla data di martedì 7 luglio. Le uniche operazioni incidentali per la chiusura di transazioni già in corso saranno permesse fino al 17 luglio 2026, con l’obbligo che eventuali pagamenti verso soggetti bloccati siano indirizzati a conti vincolati negli Stati Uniti.
Teheran, pur avvertendo sulle conseguenze dell’illegalità delle mosse statunitensi, ha ribadito la volontà di adottare “misure decisive” a salvaguardia dei propri interessi nazionali e della sicurezza.
