(AGENPARL) - Roma, 18 Agosto 2026 - La tensione sul fronte mediorientale torna a salire bruscamente. Il Ministero degli Affari Esteri e degli Espatriati della Siria ha duramente condannato i recenti attacchi aerei israeliani che hanno colpito la base aerea militare di Abu al-Duhur, situata nella provincia nord-occidentale di Idlib. Per Damasco si tratta di una palese violazione della sovranità e dell’integrità territoriale nazionale, definita un atto ingiustificato di aggressione e una pericolosa escalation per la stabilità regionale.
La posizione di Damasco e il nodo della sicurezza
In una nota ufficiale, il dicastero siriano ha sottolineato che dal dicembre 2024 il Paese ha esercitato un costante spirito di moderazione, lavorando per consolidare la stabilità interna ed evitare pericolose derive belliche. Tuttavia, secondo il governo, i continui raid israeliani dimostrano la volontà di minare questi sforzi, spingendo la regione verso una nuova spirale di tensione.
La Siria ha imputato a Israele la piena responsabilità di questa escalation, rivolgendo un appello formale alla comunità internazionale e al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affinché prendano una posizione netta contro le violazioni della sovranità siriana. Il ministero ha ribadito che il Paese continuerà a difendere i propri diritti e interessi con i mezzi legittimi riconosciuti dalle norme internazionali.
Incursione militare nel sud-ovest di Damasco
La situazione sul terreno resta estremamente critica anche nella zona sud-ovest del Paese. Secondo quanto riferito dai media locali e dal canale televisivo Alikhbariah, una pattuglia militare israeliana è entrata nella periferia della città siriana di Beit Jinn, spingendosi in prossimità di Bat al-Warda, una collina strategica che domina l’area e si trova a sud-ovest di Damasco.
L’episodio si inserisce in un quadro di ripetute incursioni e attacchi quotidiani che nelle ultime settimane hanno interessato il settore sud-occidentale della Siria, caratterizzato da posti di blocco, perquisizioni e operazioni militari. Le autorità di Tel Aviv non hanno fornito spiegazioni ufficiali in merito agli obiettivi dell’ultima incursione, mentre sul piano diplomatico restano aperte le complesse trattative: alla fine di luglio il presidente siriano Ahmad al-Sharaa aveva confermato l’impegno del governo per giungere a un accordo di sicurezza con Israele, finalizzato a una pace globale senza tuttavia rinunciare alla rivendicazione sulle Alture del Golan
