(AGENPARL) - Roma, 3 Luglio 2026 - Il Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Volker Türk, ha lanciato un formale “allarme rosso” riguardo alla situazione nella città di el-Obeid, nel Sudan centrale, segnalando il rischio imminente di crimini contro l’umanità. Türk ha definito la situazione come una catastrofe dei diritti umani, sollecitando i leader mondiali a intervenire urgentemente per prevenire ulteriore spargimento di sangue.
I civili vivono in condizioni di assedio da 18 mesi, sotto il costante fuoco di droni durante i combattimenti tra l’esercito sudanese e le forze paramilitari (RSF). Il conflitto, giunto ormai al quarto anno, ha provocato almeno 59.000 vittime, 13 milioni di sfollati e ha trascinato gran parte del Paese nella carestia. Attualmente, oltre 30 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria. Il Consiglio per i diritti umani dell’Onu sta valutando una risoluzione, promossa da diverse nazioni tra cui Gran Bretagna, Germania, Irlanda, Paesi Bassi e Norvegia, per condannare le violenze e le interferenze straniere nel conflitto.
Come già evidenziato in una nostra precedente analisi, lo scontro tra le Forze Armate Sudanesi e le RSF continua a consumarsi nell’indifferenza delle cancellerie mondiali, trasformando il Sudan nel monito di un sistema internazionale che ha smesso di dare valore a ogni vita umana in modo equo.
