(AGENPARL) - Roma, 15 Agosto 2026 - Il gruppo energetico algerino e Algerian Fertilizer Company hanno siglato due contratti EPC con l’italiana Saipem e la cinese CHEC. Il Progetto Integrato di Fosfati punta a creare una filiera nazionale dalla miniera ai fertilizzanti, con capacità previste di 2,4 milioni di tonnellate annue di fertilizzanti fosfatici e 570 mila tonnellate di urea. Annaba diventerà lo sbocco per le esportazioni.
L’Algeria accelera sulla diversificazione industriale e punta a trasformare le proprie risorse minerarie ed energetiche in una nuova leva per l’agricoltura, l’export e la sicurezza alimentare. Sonatrach e la Algerian Fertilizer Company (AFC) hanno compiuto un nuovo passo nella realizzazione del Progetto Integrato di Fosfati (IPP), uno dei maggiori programmi industriali strategici del Paese.
Sono stati firmati due contratti EPC (Engineering, Procurement and Construction) con l’italiana Saipem SpA e la cinese China Harbour Engineering Company (CHEC). Gli accordi riguardano rispettivamente la realizzazione degli impianti per la lavorazione e la produzione dei fertilizzanti e la costruzione delle infrastrutture portuali necessarie alla futura esportazione.
Il progetto punta a creare in Algeria una filiera industriale integrata che partirà dall’estrazione del fosfato e arriverà alla produzione di fertilizzanti fosfatici e azotati, sfruttando anche un’altra delle grandi risorse del Paese: il gas naturale.
Saipem realizzerà gli impianti industriali
Il contratto assegnato a Saipem riguarda la costruzione EPC degli impianti di lavorazione e produzione localizzati a Bled El Hadba, nell’area di Bir El Ater, e a Oued El Keberit, nella provincia di Souk Ahras.
A Bled El Hadba sarà sviluppato il polo minerario destinato all’estrazione e all’arricchimento del fosfato grezzo. Il programma prevede una capacità estrattiva di 5,5 milioni di tonnellate l’anno e una capacità complessiva di produzione pari a circa 3,2 milioni di tonnellate annue di concentrato di fosfato.
Il materiale costituirà la base della successiva trasformazione industriale.
A Oued El Keberit sorgerà infatti un articolato complesso chimico destinato alla produzione dei fertilizzanti. Secondo i programmi illustrati, la capacità prevista raggiungerà 2,4 milioni di tonnellate all’anno di fertilizzanti fosfatici, alle quali si aggiungeranno circa 570 mila tonnellate annue di fertilizzanti azotati, in particolare urea.
Il sistema produttivo comprenderà inoltre la realizzazione degli impianti necessari per ottenere prodotti intermedi essenziali alla filiera, tra cui acido solforico, acido fosforico e ammoniaca.
La disponibilità di gas naturale permetterà così all’Algeria di integrare risorse minerarie e materie prime energetiche all’interno di un unico grande sistema industriale.
Alla cinese CHEC le infrastrutture del porto di Annaba
Il secondo contratto EPC è stato assegnato alla China Harbour Engineering Company (CHEC) e riguarda la realizzazione delle nuove infrastrutture presso il porto di Annaba.
Lo scalo avrà una funzione strategica nell’architettura complessiva dell’IPP: attraverso Annaba dovranno infatti transitare i quantitativi di fertilizzanti eccedenti rispetto alla domanda interna e destinati ai mercati internazionali.
L’investimento portuale conferma quindi che il progetto non nasce esclusivamente per ridurre la dipendenza dell’agricoltura algerina dalle forniture estere, ma possiede una chiara vocazione all’export.
Una filiera integrata dalla miniera al porto
La caratteristica centrale dell’IPP è proprio l’integrazione delle diverse fasi della catena del valore.
Il programma comprende estrazione, arricchimento del fosfato, trasformazione chimica, utilizzo del gas naturale, produzione dei fertilizzanti, logistica e infrastrutture portuali per l’esportazione.
Secondo Sonatrach, si tratta del primo progetto integrato di questa natura in Algeria nel settore minerario e della produzione di fertilizzanti.
Accanto ai principali poli produttivi saranno inoltre realizzate tutte le utilities, i servizi industriali e le infrastrutture ausiliarie necessarie al funzionamento del sistema.
Il risultato sarà quindi molto più ampio della costruzione di un singolo stabilimento: l’obiettivo è creare un vero ecosistema industriale dei fosfati e dei fertilizzanti.
Fertilizzanti, sicurezza alimentare ed export
Per Algeri l’IPP assume un valore che va oltre la dimensione strettamente industriale.
La crescita della produzione nazionale di fertilizzanti dovrebbe innanzitutto contribuire a soddisfare la domanda dell’agricoltura algerina, sostenendo la produttività del settore e rafforzando la sicurezza alimentare nazionale.
Parallelamente, la capacità produttiva programmata consentirà di destinare parte dei volumi ai mercati internazionali, trasformando i fertilizzanti in un’ulteriore fonte di esportazioni e di valuta per il Paese.
È una strategia coerente con l’obiettivo algerino di valorizzare maggiormente le proprie materie prime sul territorio nazionale, passando progressivamente dalla semplice disponibilità della risorsa alla produzione di beni industriali con un valore aggiunto superiore.
Migliaia di posti di lavoro e sviluppo dei territori
L’impatto atteso riguarda anche l’occupazione e lo sviluppo delle regioni coinvolte. La costruzione e il successivo esercizio dei complessi minerari, chimici, logistici e portuali dovrebbero generare migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti, oltre ad alimentare una rete di fornitori e servizi collegati al progetto.
Bled El Hadba, Oued El Keberit e Annaba diventeranno così i tre principali nodi di una nuova geografia industriale che collegherà l’interno minerario del Paese con la costa mediterranea e i mercati di esportazione.
Il progetto assume inoltre una particolare rilevanza per Sonatrach. Il colosso statale, tradizionalmente identificato con petrolio e gas, partecipa in questo modo allo sviluppo di una filiera nella quale le risorse energetiche algerine vengono integrate con quelle minerarie per produrre beni destinati a settori strategici dell’economia.
Saipem rafforza la presenza industriale in Algeria
L’assegnazione a Saipem del contratto relativo agli impianti rappresenta inoltre un nuovo capitolo della presenza italiana nel grande mercato energetico e industriale algerino.
La partecipazione del gruppo italiano a un progetto che integra estrazione mineraria, chimica e produzione di fertilizzanti evidenzia anche la crescente importanza delle tecnologie e delle competenze ingegneristiche necessarie alla trasformazione industriale delle materie prime.
Con l’avanzamento dell’IPP, l’Algeria punta dunque a costruire una nuova catena del valore nazionale: dal fosfato estratto a Bled El Hadba ai fertilizzanti prodotti a Oued El Keberit, fino alle navi in partenza dal porto di Annaba.
Una filiera concepita per sostenere l’agricoltura nazionale, creare occupazione e valore aggiunto e, contemporaneamente, aprire al Paese un nuovo spazio sui mercati internazionali dei fertilizzanti.
