(AGENPARL) - Roma, 3 Luglio 2026 - aspetta da anni una casa popolare"*
L'approvazione definitiva in Senato del Decreto-Legge n. 66 sul "Piano
Casa" rappresenta una risposta del tutto inadeguata, parziale e pericolosa
alla gravissima emergenza abitativa che colpisce il Paese. Dietro gli
annunci trionfalistici di "100 mila alloggi in dieci anni" si nasconde in
realtà un provvedimento privo di un reale finanziamento pubblico
strutturale, che abdica al ruolo dello Stato per consegnare il diritto
all'abitare alle logiche del profitto privato e della speculazione.
Esprimiamo la nostra netta contrarietà a una legge che, blindata dal voto
di fiducia, evita di affrontare i nodi reali della crisi sociale, della
povertà abitativa e del sostegno alle fasce più deboli e ai giovani.
Questo non è un piano sociale per la casa, è una cambiale in bianco ai
grandi investitori privati. Si stanziano proclami ma non risorse fresche,
preferendo commissariare il settore e deregolamentare i mercati piuttosto
che investire direttamente nel welfare abitativo.
Le nostre critiche maggiori riguardano:
le coperture fantasma e fondi privati: il piano dichiara un obiettivo di
10 miliardi di euro, ma gran parte di queste risorse è legata a finanza
derivata, al risparmio privato e a capitali esteri. Lo Stato non mette
risorse fresche e adeguate nei bilanci pubblici, ma scarica il peso
dell'operazione su fondi di investimento privati, trasformando un diritto
costituzionale in un asset finanziario;
la svendita e il "riscatto" del patrimonio pubblico (ERP):invece di
rilanciare con forza l'edilizia residenziale pubblica, il provvedimento
spinge sulle operazioni di riscatto degli alloggi popolari da parte degli
assegnatari. Una scelta che rischia di impoverire progressivamente il
patrimonio pubblico di case popolari a disposizione delle future
generazioni, invece di ampliarlo;
regali ai costruttori e deregolamentazione:per attirare gli investitori,
il piano introduce forti semplificazioni burocratiche e un'ampia
flessibilità sulle destinazioni d'uso (anche non residenziali) nei progetti
integrati. Consentire ai privati di mantenere una quota significativa di
edilizia libera e di lucrare sulle quote convenzionate non risolverà il
problema degli affitti insostenibili nelle grandi città;
l'ennesimo "Commissario Straordinario": la nomina di un Commissario
straordinario per il recupero degli alloggi ERP è l'ammissione esplicita
dell'incapacità del Governo di far funzionare i canali ordinari e di
collaborare in modo strutturale con i Comuni e le Regioni, esautorando gli
enti locali dalle scelte urbanistiche.
Il diritto alla casa si difende finanziando direttamente il fondo per il
sostegno agli affitti, bloccando gli sfratti per morosità incolpevole e
ristrutturando i 100 mila alloggi pubblici attualmente sfitti e
inutilizzati attraverso investimenti statali diretti, non regalando
cubature e varianti urbanistiche ai privati.Rifondazione Comunista
continuerà la mobilitazione sul territorio e nei canali istituzionali per
denunciare gli effetti di questa legge e per rivendicare un vero Piano Casa
basato sul finanziamento pubblico, sul riuso dell'esistente e sul consumo
di suolo zero.
