(AGENPARL) - Roma, 21 Giugno 2026 - Mancano pochi giorni alla chiusura di una delle mostre più importanti della stagione culturale romana. Fino al 29 giugno, nelle sale di Palazzo Bonaparte, è possibile visitare “Hokusai. Il grande maestro dell’arte giapponese“. Un’esposizione che riunisce oltre 200 opere provenienti dalla collezione del Museo Nazionale di Cracovia e ripercorre la vita e il percorso creativo e artistico di Katsushika Hokusai (1760-1849), considerato il più grande artista giapponese di tutti i tempi.
Per la prima volta in Italia, il pubblico ha l’opportunità di immergersi nell’universo dell’autore che ha rivoluzionato l’arte orientale e influenzato profondamente quella occidentale, lasciando un segno evidente nelle opere di Claude Monet, Vincent van Gogh e di numerosi artisti europei tra Otto e Novecento.
Attraverso le diverse sezioni dell’esposizione, accompagnate anche da un’audioguida ricca di approfondimenti, il visitatore segue l’evoluzione artistica di Hokusai e scopre come il maestro giapponese sia riuscito a trasformare paesaggi, scene di vita quotidiana e tradizioni popolari in immagini universali, ancora oggi riconoscibili in tutto il mondo.
Tra le sezioni più suggestive spicca quella dedicata alle cascate. Nella celebre serie “Un viaggio tra le cascate di varie province“, Hokusai rappresenta l’acqua come una forza viva e dinamica. Le stampe mostrano torrenti che precipitano dalle montagne, spruzzi che si dissolvono nella nebbia e corsi d’acqua che scandiscono il ritmo della vita umana. Pellegrini, viandanti e lavoratori appaiono minuscoli di fronte alla grandezza della natura, trasmettendo un profondo senso di meraviglia e rispetto per gli elementi.



Particolarmente affascinante è anche l’approfondimento dedicato alla bottega dell’artista. Attraverso documenti, strumenti e pannelli esplicativi, il visitatore scopre il metodo di lavoro di Hokusai, un uomo tanto geniale quanto eccentrico. Si racconta che lavorasse seduto a terra, circondato da fogli e schizzi, e che ogni mattina disegnasse un leone cinese per poi gettarlo dalla finestra come gesto propiziatorio contro gli spiriti maligni. Un modo di concepire l’arte profondamente diverso da quello occidentale, nel quale il disegno non è soltanto rappresentazione, ma un modo per osservare e comprendere il mondo.
Uno degli aspetti più coinvolgenti della mostra riguarda le tecniche di stampa dell’ukiyo-e. I visitatori possono osservare da vicino e persino toccare la carta washi, prodotta dalla corteccia interna dei germogli di gelso e riconosciuta nel 2014 come Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO. Resistente, luminosa e straordinariamente durevole, questa carta ha permesso alle opere di conservarsi nei secoli.


L’esposizione consente, inoltre, di entrare nel laboratorio creativo delle celebri stampe giapponesi. Dietro ogni opera si nascondeva un lavoro di squadra: il pittore realizzava il disegno originale, l’intagliatore lo trasferiva su matrici di legno incidendone ogni dettaglio, mentre lo stampatore applicava i colori e imprimeva il foglio sulle diverse matrici. Per una sola immagine potevano essere necessarie numerose tavole, una per ciascun colore, in un procedimento di straordinaria precisione che ancora oggi sorprende per la qualità e la ricchezza cromatica dei risultati.







Ampio spazio è riservato anche ai celebri “Manga” di Hokusai, una raccolta di oltre quattromila schizzi e studi che nulla hanno a che vedere con il fumetto moderno. Animali, figure umane, paesaggi, mestieri e scene di vita quotidiana testimoniano l’incredibile capacità di osservazione dell’artista. Non a caso il termine manga, coniato proprio da Hokusai per indicare “disegni che fluiscono liberamente dal pennello“, è sopravvissuto fino ai giorni nostri.




Il culmine del percorso è naturalmente rappresentato dalla celeberrima xilografia “La Grande Onda di Kanagawa“, una delle opere giapponesi più famose al mondo. Davanti alla stampa si comprende immediatamente perché quest’opera sia diventata un’icona universale. La gigantesca onda si piega sopra il mare in tempesta, mentre sullo sfondo il Monte Fuji rimane immobile e silenzioso. Il contrasto tra la forza dell’acqua e la quiete della montagna genera una tensione visiva che continua ad affascinare milioni di persone a quasi due secoli dalla sua realizzazione. Le piccole imbarcazioni cariche di pescatori appaiono fragili di fronte alla potenza della natura, mentre la schiuma delle onde si trasforma in un intricato disegno di linee e forme. È un’immagine capace di racchiudere movimento, drammaticità, armonia e bellezza in un solo istante, diventando il simbolo stesso dell’arte di Hokusai.

“Hokusai. Il grande maestro dell’arte giapponese” rappresenta un’occasione rara per avvicinarsi non soltanto alle opere di un artista straordinario, ma anche alla cultura e alla sensibilità estetica del Giappone. Una mostra ricca, coinvolgente e accessibile, capace di affascinare sia gli appassionati d’arte sia chi si avvicina per la prima volta all’universo dell’ukiyo-e.


«Il mare si oscura.
Il grido delle oche selvatiche
qualcosa di bianco.»
Matsuo Basho
«Hokusai non è semplicemente un artista
tra gli altri nel mondo fluttuante,
è un’isola, un continente,
un mondo tutto suo.»
Edgard Degas
«Studiando l’arte giapponese,
si vede un uomo
indiscutibilmente saggio,
filosofo e intelligente,
che passa il suo tempo a far che?
A studiare la distanza tra la terra e la luna? No;
A studiare la politica di Bismarck? No;
A studiare un unico filo di erba
Ma quest’unico filo di erba lo conduce a disegnerà tutte le piante,
e poi le stagioni,
e le grandi vie del paesaggio,
e infine gli animali,
e poi la figura umana.»
Lettera di Vincent Van Gogh al fratello Theo (Arles, domenica 23 o lunedì 24 settembre 1888)
















