(AGENPARL) - Roma, 15 Giugno 2026 - Uscire dal mondo degli “invisibili” e squarciare il velo di silenzio che circonda
le malattie ambientali. È questo il cuore della drammatica testimonianza
rilasciata da Cristina ai microfoni di Excalibur. Cristina, che oggi collabora
attivamente per coordinare i rapporti con le associazioni e i pazienti, è affetta
da Elettrosensibilità (EHS) e Sensibilità Chimica Multipla (MCS), patologie
che descrive come “le malattie del secolo”, ma che restano quasi del tutto
ignorate dal Sistema Sanitario Nazionale.
La sua storia inizia nel 2013, mentre lavorava in una comunità per disabili. Le
prime avvisaglie si sono manifestate davanti a un computer, con violenti mal
di testa e capogiri. In seguito, la comparsa della MCS ha reso impossibile
anche la semplice esposizione ai normali detergenti, portandola a rischiare la
vita a causa di una grave crisi. Da lì, la perdita del lavoro e un progressivo
isolamento sociale: “Con questa malattia è difficile farsi capire, si finisce per
perdere anche le amicizie”, racconta Cristina. All’inizio l’esposizione era tale
da non permetterle nemmeno di guardare la TV o tollerare una lampadina,
costringendola a scappare nei boschi per trovare rifugio. Oggi vive quasi
sempre in casa, protetta da un baldacchino e vestiti schermanti, utilizzando
un computer modificato, rigorosamente cablato e privo di Wi-Fi. Un equilibrio
precario, minacciato anche dalla progressiva dismissione delle linee ADSL a
favore della fibra, che rischia di privarla dell’unico mezzo di comunicazione
sicuro: il telefono fisso.
Il vero dramma, tuttavia, emerge in caso di emergenza medica. In Italia non
esistono ambulanze schermate o ambienti ospedalieri antisettici dedicati a
queste patologie. “Se mi capita un’emergenza, dove vado? Si rischia la vita”,
sottolinea Cristina, evidenziando come la mancanza di una formazione
medica adeguata, specialmente tra i medici di base, spinga spesso il sistema
a liquidare queste patologie come problemi di natura psichiatrica, nonostante
una vasta letteratura scientifica internazionale dimostri il contrario.
Di fronte a questo scenario, Rete Aril PS e il suo Comitato Tecnico Scientifico
(CTS) medico hanno deciso di muoversi concretamente per avviare un
profondo percorso culturale e fare pressione sulla politica. L’obiettivo è unire
le forze del terzo settore, superando i pregiudizi e le frammentazioni
associative, poiché “la politica dipende dai numeri e più si è uniti, più si viene
ascoltati”.
Rete Aril lancia quindi un appello nazionale a tutti i malati o a chiunque
presenti sintomi sospetti (come forti mal di testa, dolori articolari, vomito o
rash cutanei dopo l’esposizione a campi elettromagnetici o sostanze
chimiche). È possibile contattare il Numero Unico Nazionale 0375 371503.
Dopo un primo contatto automatico, i pazienti verranno richiamati per
mappare la situazione sul territorio, coinvolgere i medici locali e avviare i
necessari corsi di formazione scientifica. Per invertire la rotta e garantire,
finalmente, il diritto alla salute e alla dignità umana.
Di seguito il link per l’intervista integrale:
https://www.youtube.com/watch?v=ktINOtTjakQ
Giuseppe Spinelli
retearil21@gmail.com
