(AGENPARL) - Roma, 22 Luglio 2026 - Le forze armate di Washington avviano il ridispiegamento di caccia e velivoli di rifornimento strategico verso le basi israeliane e l’aeroporto Ben Gurion, nel timore di vulnerabilità agli attacchi iraniani.
La testata yemenita Al-Masirah stasera ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno avviato il trasferimento di aerei da combattimento e velivoli di rifornimento dalle basi militari dislocate nella regione verso Israele. La mossa, anticipata dai media israeliani, riflette le crescenti preoccupazioni sulla capacità delle forze americane di proteggere le proprie installazioni tradizionali a fronte dell’intensificazione degli attacchi di rappresaglia iraniani.
Secondo quanto riportato dal Canale 14, l’amministrazione di Washington ha iniziato l’evacuazione parziale di alcune basi regionali per riposizionare la flotta di caccia e aerei cisterna. Noam Amir, analista militare e della sicurezza dell’emittente, ha evidenziato che le attuali difese non garantiscono una protezione totale delle strutture periferiche nell’area, spingendo il Pentagono a concentrare i mezzi nel territorio israeliano.
Le tensioni logistiche all’aeroporto Ben Gurion
Il massiccio flusso di mezzi sta tuttavia creando forti attriti sul piano logistico e civile. Riunioni d’emergenza si sono tenute tra i vertici del Ministero dei Trasporti israeliano e l’aeroporto Ben Gurion, dove Washington ha chiesto di stazionare decine di ulteriori aeromobili cisterna.
Nonostante la preferenza iniziale del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) per le infrastrutture di Ben Gurion, l’afflusso di decine di rifornitori ha pesantemente congestionato lo scalo principale, aggravando le difficoltà di un settore dell’aviazione civile già fortemente ridimensionato dallo scoppio del conflitto nell’ottobre 2023.
A seguito di interlocuzioni tra i due governi, è stato raggiunto un accordo rivisto: parte della flotta di rifornimento verrà ridistribuita direttamente nelle basi militari dell’Aeronautica israeliana e nell’aeroporto di Ramon, nel sud del Paese, pur mantenendo margini per l’atteraggio a Ben Gurion in caso di necessità operative urgenti.
Un’escalation regionale senza sosta
Il ridispiegamento aereo si inserisce in un contesto di escalation globale. Le forze armate iraniane hanno intensificato le risposte missilistiche e con droni contro obiettivi strategici e postazioni legate agli Stati Uniti in tutta l’area mediorientale, colpendo in particolare complessi militari in Giordania, Kuwait e Bahrein.
La situazione sul campo rimane estremamente volatile, mentre continuano a susseguirsi le operazioni militari e navali che tengono sotto pressione i principali snodi strategici, dallo Stretto di Hormuz fino alle rotte del Mar Rosso.
