(AGENPARL) - Roma, 21 Luglio 2026 - WASHINGTON — È in corso al Senato un’audizione ad altissima tensione per discutere la richiesta di finanziamento supplementare avanzata dalla Casa Bianca. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth e il capo dello stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine, si sono presentati davanti alla commissione per gli appropriazioni per difendere una manovra da 87,6 miliardi di dollari. La parte preponderante della cifra, circa 67,1 miliardi, è destinata direttamente a coprire le spese correnti dello sforzo bellico.
L’audizione — aperta tra le contestazioni in aula — arriva in un momento di severa crisi militare, segnato dal crollo di una fragile tregua, da recenti attacchi che hanno portato il bilancio delle vittime statunitensi a 17 unità da febbraio, e da un numero di feriti che sfiora il centinaio.
Lo scontro sui costi reali e le crepe tra i repubblicani
La manovra finanziaria richiesta dal Pentagono sta incontrando una forte resistenza trasversale. I democratici della commissione stanno contestando duramente l’amministrazione, puntando il dito contro le stime iniziali fornite dalla Casa Bianca – che indicavano costi operativi intorno ai 30 miliardi di dollari – giudicate dagli esperti e dall’opposizione una forte sottostima della spesa reale.
A preoccupare la leadership non sono solo gli attacchi dell’opposizione, ma anche le crepe all’interno dello stesso Partito Repubblicano. Alcune senatrici di primo piano, come la presidente della commissione Susan Collins e Lisa Murkowski, hanno espresso ripetutamente frustrazione per una strategia ritenuta mutevole e hanno aperto alla possibilità di sostenere risoluzioni sui poteri di guerra per limitare l’autonomia della presidenza.
Critiche sulla trasparenza dei fondi e delle munizioni
La pressione istituzionale arriva anche dalla Camera dei rappresentanti, dove diversi deputati accusano il Pentagono di scarsa trasparenza. Secondo i rilievi dell’opposizione, il dipartimento della Difesa avrebbe mancato le scadenze per fornire dettagli precisi sui costi complessivi della campagna e sulle scorte residue di munizioni di precisione, consumate a ritmi elevati nei bombardamenti in Iran. Con le casse sotto pressione per mantenere il ritmo delle operazioni, l’iter parlamentare per l’approvazione dei nuovi fondi si conferma uno dei passaggi politici più duri per l’amministrazione.
