(AGENPARL) - Roma, 22 Luglio 2026 - Prosegue senza interruzioni la mobilitazione dei cittadini albanesi contro il progetto di investimento previsto nell’area costiera di Zvërnec. La protesta è giunta al suo 52° giorno consecutivo, trasformandosi ormai in un movimento di più ampio respiro che affianca alle rivendicazioni ambientali richieste di riforma politica e istituzionale.
Anche questa volta i manifestanti si sono radunati in piazza Skanderbeg, nel cuore di Tirana, per poi dirigersi in corteo verso l’Ufficio del Primo Ministro, sventolando bandiere e striscioni.
Tra le principali richieste avanzate dai partecipanti figurano la riforma della legge elettorale, l’abrogazione delle modifiche alla normativa sulle aree protette e una revisione delle politiche sugli investimenti strategici.
Critiche alla gestione delle risorse pubbliche
Durante la manifestazione, diversi cittadini hanno criticato la gestione della spesa pubblica da parte del governo guidato da Edi Rama.
Un manifestante ha sostenuto che le priorità dell’esecutivo non rispondano ai reali bisogni della popolazione.
«Il primo ministro sostiene che gli albanesi vivano bene, ma molte famiglie fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Lo Stato ha speso 4,2 milioni di euro per il concerto di Kanye West, mentre negli ospedali continuano a mancare i medicinali», ha dichiarato.
Le accuse sulle politiche territoriali
Un attivista ha accusato il governo di favorire una progressiva cessione del patrimonio nazionale attraverso le politiche sulle proprietà e sui terreni agricoli.
Secondo il manifestante, il cosiddetto “Pacchetto Montagna” e la recente normativa che consente la vendita dei terreni agricoli rischiano di accelerare lo spopolamento delle aree interne.
«Il primo ministro dice di voler trasformare queste zone in una nuova Svizzera, ma chi vivrà in quei territori? Nel mio villaggio, nella regione di Tepelenë, non ci sono strade, elettricità, acqua né servizi pubblici. Soprattutto, non ci sono più persone», ha affermato, chiedendo le dimissioni del capo del governo.
La richiesta di indagini sulla classe politica
Nel corso della protesta è stata avanzata anche la richiesta di verifiche sull’operato della classe politica degli ultimi decenni.
Un manifestante ha sostenuto che i governi succedutisi negli ultimi 35 anni dovrebbero essere chiamati a rispondere della gestione del patrimonio economico nazionale, denunciando le difficoltà vissute dalle comunità rurali.
L’appello all’unità del Paese
Tra gli interventi anche quello di un anziano proveniente da Martanesh, che ha spiegato di partecipare alla mobilitazione nella speranza di un cambiamento politico.
L’uomo ha invitato tutti gli albanesi, «da Vermosh a Konispol», a unirsi per aprire una nuova fase per il Paese, ricordando le difficoltà economiche e lo spopolamento delle aree minerarie, dove molti giovani sono stati costretti a emigrare in cerca di migliori opportunità.
Gli organizzatori hanno ribadito che la protesta proseguirà anche nei prossimi giorni, confermando la volontà di mantenere alta la pressione sul governo fino a quando non saranno affrontate le richieste avanzate dal movimento.