
(AGENPARL) - Roma, 31 Maggio 2026 - Foto: Il Premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel in un incontro pubblico / Crediti: Romina Santarelli / Ministerio de Cultura de la Nación / CC BY-SA 2.0
Una mobilitazione simbolica ma di forte valore politico è stata indetta per martedì prossimo dal Premio Nobel per la Pace, Adolfo Pérez Esquivel, insieme al Tavolo Ecumenico. L’iniziativa, definita come un “Digiuno e preghiera per risvegliare le coscienze”, si propone di difendere la democrazia, la vita e il bene comune di fronte alle recenti direttrici governative.
La protesta in Plaza de Mayo
La manifestazione, che si svolgerà dal 2 al 9 giugno nel cuore di Buenos Aires, di fronte alla Casa Rosada, rappresenta una sfida diretta alle politiche di “ferrei aggiustamenti” attuate dal governo di Javier Milei. Il Servizio di Pace e Giustizia (Serpaj), guidato dallo stesso Pérez Esquivel, ha confermato che l’azione pubblica sarà replicata in diverse piazze centrali del Paese, coinvolgendo organizzazioni ecumeniche, sociali e per la tutela dei diritti umani.
Il monito di Pérez Esquivel
In una nota ufficiale, il Serpaj chiarisce il senso profondo dell’iniziativa: “Abbiamo digiunato per denunciare la fame. Ci siamo riuniti per difendere la vita. Preghiamo per sostenere la speranza”. La protesta punta il dito contro il deterioramento sociale, l’aumento della povertà e l’esclusione che, secondo gli organizzatori, stanno colpendo duramente la popolazione argentina.
Il Premio Nobel non ha risparmiato critiche al Presidente Javier Milei, che in recenti dichiarazioni ha definito come “un servitore dell’impero americano”, ribadendo con forza che l’attuale esecutivo “non può parlare a nome del popolo argentino o dei popoli dell’America Latina”.
Un appello alla memoria
Non è la prima volta che Pérez Esquivel si fa portavoce di un dissenso così radicale. Già in occasione delle commemorazioni per i 50 anni dal colpo di stato, l’attivista aveva esortato a un impegno collettivo per “recuperare non solo il tempo perso, ma anche tutto ciò che questo governo distrugge”. Questa nuova chiamata al digiuno si configura come un ulteriore tassello di una resistenza non violenta, fondata sulla memoria e sulla difesa dei diritti fondamentali.
https://www.prensa-latina.cu/ayuno-en-argentina-para-despertar-las-conciencias