(AGENPARL) - Roma, 29 Maggio 2026 - Aosta, venerdì 29 maggio 2026
La Giunta regionale ha approvato oggi, venerdì 26 maggio 2026, il progetto sperimentale "Ambulatorio diffuso della fragilità", un nuovo modello organizzativo che punta a rafforzare la presa in carico delle persone anziane, con disabilità o non autosufficienti attraverso una rete coordinata tra medici di medicina generale, servizi sociali e sanitari territoriali, Punti Unici di Accesso (PUA) ed équipe multiprofessionali.
«Con questo progetto la Valle d'Aosta anticipa concretamente l'orientamento nazionale che invita le Regioni a ripensare i modelli di assistenza e presa in carico della fragilità – spiega l'Assessore Carlo Marzi- L'Ambulatorio diffuso della fragilità rappresenta un cambio di paradigma: meno ospedale e più territorio, meno emergenza e più prevenzione. L'obiettivo è mettere realmente al centro le persone fragili, intercettandone precocemente i bisogni e accompagnandole nel tempo con percorsi integrati e personalizzati, vicini al loro contesto di vita. In questo modo si favorisce la permanenza al domicilio, riducendo il ricorso non necessario al Pronto soccorso e alle strutture residenziali».
Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Regione autonoma Valle d'Aosta e l'Azienda USL e si sviluppa in un contesto demografico che rende questa scelta strategica e non più rinviabile: l'invecchiamento progressivo della popolazione, le caratteristiche di un territorio spesso segnato dall'isolamento e la crescente complessità dei bisogni socio-sanitari richiedono infatti risposte nuove, integrate e di prossimità.
L'Ambulatorio diffuso della fragilità si propone come una risposta strutturata a questa evoluzione sociale, rafforzando la capacità del sistema territoriale di intervenire in modo precoce, prima che le situazioni degenerino in condizioni acute o emergenziali.
Il tema della fragilità rappresenta inoltre una priorità politica e sociale perché coinvolge direttamente le famiglie, le persone anziane, le persone con disabilità e, più in generale, la sostenibilità futura del sistema di welfare regionale. Con questo progetto la Regione intende ribadire una scelta chiara: investire sulla prevenzione, sulla prossimità e sulla presa in carico territoriale, superando l'idea dell'ospedale come unica risposta ai bisogni di salute e assistenza.
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