(AGENPARL) - Roma, 17 Maggio 2026 - ancora un Paese civile. Vogliamo battere la destra che alimenta odio contro
le persone LGBTQIA+*
In occasione del 17 maggio, giornata internazionale contro
l'omolesbobitransfobia, scorriamo i dati che ci continuano a parlare di
violenze e discriminazioni a danno delle persone lgbtqia+.
La realtà ci racconta che ancora oggi camminare mano nella mano con la
persona che ami è un rischio per la tua incolumità. Se fai coming out a
scuola o in famiglia devi mettere in conto di perdere affetti e sostegno.
Raccontare chi sei nel luogo di lavoro ti pone davanti al rischio di
discriminazioni e ricatti. Fino a quando esisterà tutto questo non potremo
definirci un Paese civile. Lo dichiara Marilena Grassadonia Responsabile
Diritti e Libertà di Sinistra Italiana.
Dopo 10 anni dall'approvazione della legge sulle Unioni Civili, – prosegue
l'esponente rossoverde – una legge importante ma insufficiente, nulla è
cambiato, anzi. Il linguaggio violento dei partiti di destra, ascoltato
nelle aule parlamentari durante l'approvazione di quella legge, ha
sdoganato l'insulto verso le persone lgbtqia+ alimentando un clima di odio
e intolleranza nella società. Il clima è diventato più pesante da quando
quella destra dagli insulti è passata al governo del Paese con politiche
reazionarie e discriminatorie. Un clima contrastato in questi anni solo
dalla straordinaria abnegazione della comunità LGBTQIA+ che ha di fatto
opposto resistenza a una pericolosa deriva sociale rendendo migliore questo
Paese.
Ora tocca alla politica assumersi la responsabilità e fare la propria
parte. Non è più tempo di promesse, è tempo di battere nelle urne l'estrema
destra e trasformare le istanze del movimento lgbtqia+ in leggi. Abbiamo in
mano il futuro del nostro Paese democratico, laico e antifascista. Proviamo
a renderlo più giusto e a rinsaldare quel patto sociale e politico fatto di
fiducia e promesse mantenute. Alle associazioni LGBTQIA+ chiedo di
continuare a tenere alta l'asticella delle richieste. Solo così si
inchiodiano i partiti alle proprie responsabilità. Da parte nostra –
conclude Grassadonia – continueremo a metterci la faccia per costruire
un'alternativa progressista al governo del Paese che risponda anche alle
istanze della comunità lgbtqia+.