
(AGENPARL) - Roma, 15 Maggio 2026 - Un colpo di scena che sa di commedia diplomatica. Dopo quella che sembrava un’apertura verso l’offerta russa, il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha gelato le aspettative: l’Iran ringrazia Mosca, ma il trasferimento dell’uranio arricchito non si farà, almeno per ora. Parlando in conferenza stampa a Nuova Delhi, Araghchi ha definito la questione “estremamente complessa” e giunta a un binario morto nei colloqui con gli americani.
La strategia del rinvio
Per evitare fraintendimenti sulle precedenti dichiarazioni di gratitudine verso il Cremlino, Araghchi ha precisato: “Ringraziamo i nostri amici russi per l’offerta, ma la gestione del materiale arricchito è un tema delicato che abbiamo deciso di posticipare a fasi successive dei negoziati”. In parole povere: Teheran tiene stretto l’uranio come ultima fiche da giocare al tavolo verde con Trump.
Stretto di Hormuz e petrolio all’India
Il Ministro ha poi lanciato un monito sulla navigazione nello Stretto di Hormuz, distinguendo tra partner commerciali e “nemici”. Sebbene lo Stretto resti ufficialmente aperto, il transito sarà interdetto alle navi dei Paesi in guerra con Teheran senza una stretta coordinazione con le forze armate iraniane. Sul fronte economico, Araghchi ha teso la mano all’India per riprendere le forniture di petrolio: “Non possiamo fidarci degli americani, i loro messaggi cambiano ogni giorno”.
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