(AGENPARL) - Roma, 15 Maggio 2026 - Altrettanto inaccettabile è stato il comportamento del conduttore Bruno Vespa, che ha lasciato scorrere tali parole senza alcuna interruzione, senza un cenno di dissenso, senza la minima presa di distanza. Su un canale del servizio pubblico, finanziato dai cittadini, un simile silenzio complice non è tollerabile. Chi conduce una trasmissione ha la responsabilità editoriale e morale di impedire che affermazioni di questa natura vengano veicolate senza alcun contraddittorio.
La RAI ha il dovere — sancito dalla sua stessa missione di servizio pubblico — di promuovere il rispetto della dignità della persona e di non contribuire, nemmeno indirettamente, alla diffusione di stereotipi che alimentano la cultura dello stupro.
Per tali ragioni, chiediamo formalmente che i vertici della RAI rilascino pubbliche scuse nei confronti delle vittime di violenza sessuale, delle associazioni che le rappresentano e di tutti i telespettatori che hanno assistito a quanto trasmesso.
Chiediamo altresì che la direzione aziendale avvii una verifica interna sull'accaduto e adotti le misure necessarie affinché episodi simili non abbiano a ripetersi.
Il servizio pubblico radiotelevisivo non può e non deve essere un luogo in cui la violenza sulle donne venga minimizzata o, peggio, presentata come un dato di natura universal" così la deputata democratica, componente della commissione di vigilanza Rai, Ouidad Bakkali.
Roma, 15 maggio 2026