(AGENPARL) - Roma, 5 Maggio 2026 - LIA E GERMANIA DISCUTONO IL REINVESTIMENTO DEI FONDI CONGELATI: TRA STRATEGIA FINANZIARIA E CRITICHE INTERNAZIONALI
La gestione dei fondi sovrani libici torna al centro del dibattito internazionale. Il presidente della Libyan Investment Authority (LIA), Ali Mahmoud, ha incontrato il vice rappresentante permanente della Germania presso le Nazioni Unite per discutere il futuro degli asset libici congelati e le possibilità di reinvestimento nel rispetto delle risoluzioni internazionali.
Asset congelati e strategie di reinvestimento
Al centro dell’incontro vi è stata la gestione degli asset della LIA presenti in Germania, con particolare attenzione ai meccanismi che consentono il reinvestimento delle riserve liquide pur nel quadro delle sanzioni internazionali.
La LIA ha chiarito che non intende chiedere la revoca del congelamento dei beni imposto dal Consiglio di sicurezza, ma punta a ottimizzare la gestione delle risorse disponibili, in particolare quelle non ancora investite, per generare rendimenti sostenibili e preservare il valore del patrimonio nazionale.
Secondo quanto dichiarato, la LIA ha già maturato esperienza nel reinvestire parte delle proprie riserve all’interno del sistema finanziario tedesco, mantenendo al contempo il rispetto delle restrizioni internazionali. Il portafoglio gestito in Germania include investimenti nei settori energetici, depositi bancari e partecipazioni azionarie.
Il ruolo della Germania
Durante i colloqui, è stato discusso anche il possibile supporto della missione tedesca nel facilitare le autorizzazioni necessarie per il reinvestimento delle risorse detenute presso istituti finanziari tedeschi.
Questa cooperazione potrebbe rappresentare un modello per una gestione più efficiente dei fondi congelati, in un contesto normativo complesso e soggetto a rigidi controlli internazionali.
Il punto di vista critico di The Sentry
A fronte della posizione ufficiale della LIA, emergono però valutazioni critiche. Un rapporto pubblicato nel marzo 2026 da The Sentry mette in discussione l’efficacia della gestione del fondo sovrano.
Secondo il documento, il valore complessivo degli asset della LIA – stimato in circa 62,85 miliardi di dollari da una valutazione Deloitte del 2020 – non avrebbe registrato una crescita significativa negli ultimi anni, nonostante la possibilità di gestire una parte consistente delle risorse.
Il rapporto indica che circa due terzi degli asset (tra 40 e 43 miliardi di dollari) sono soggetti a congelamento, mentre una quota tra i 20 e i 23 miliardi non lo è. Inoltre, circa 9,5 miliardi di dollari di asset congelati possono essere gestiti attivamente tramite licenze specifiche.
In totale, la LIA avrebbe quindi la possibilità di gestire direttamente tra i 30 e i 33 miliardi di dollari, pari a circa la metà del proprio patrimonio.
Problemi di governance e trasparenza
Nonostante queste possibilità, The Sentry sostiene che la gestione del fondo sia caratterizzata da criticità strutturali. Il rapporto evidenzia casi di cattiva gestione e mancanza di trasparenza in diversi contesti internazionali, tra cui Regno Unito, Sudafrica e altri Paesi africani.
Secondo l’organizzazione, tali problematiche mettono in discussione la narrativa ufficiale della LIA e sollevano dubbi sulla capacità dell’ente di gestire efficacemente sia gli asset congelati sia quelli liberi.
Le raccomandazioni al Consiglio di sicurezza
Il rapporto propone una serie di raccomandazioni, tra cui:
- mantenere le restrizioni attuali fino al raggiungimento di standard più elevati di governance
- subordinare eventuali allentamenti delle sanzioni a progressi concreti in termini di trasparenza
- pubblicare audit completi e relazioni annuali dettagliate sulla performance finanziaria
- avviare verifiche sui conflitti di interesse e sulle persone politicamente esposte coinvolte
In caso contrario, viene suggerita l’ipotesi di un audit forense indipendente per chiarire definitivamente lo stato degli asset e della governance.
Una sfida cruciale per la Libia
La gestione dei fondi sovrani rappresenta una questione centrale per il futuro economico della Libia. Da un lato, la LIA cerca di valorizzare le proprie risorse nonostante le restrizioni; dall’altro, le critiche internazionali evidenziano la necessità di riforme profonde.
Il confronto con la Germania e il dialogo con le istituzioni internazionali potrebbero aprire nuove opportunità, ma il nodo della trasparenza e della governance resta decisivo per sbloccare pienamente il potenziale del patrimonio libico.
