(AGENPARL) - Roma, 4 Maggio 2026 - L’intelligenza artificiale è al centro di una trasformazione profonda che attraversa ogni ambito della società contemporanea. Dalla ricerca scientifica alla medicina, dalla gestione aziendale fino al mondo dell’informazione, le tecnologie basate su AI stanno ridefinendo processi, linguaggi e modelli decisionali. Ma insieme alle opportunità emergono anche nuovi rischi, spesso sottovalutati, legati alla sicurezza, all’affidabilità e alla manipolazione dei sistemi intelligenti.
Proprio su questi temi si concentra il seminario “Hackerare l’intelligenza artificiale: rischi e rimedi”, promosso dal Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma nell’ambito del ciclo “L’infrastruttura del tutto: Cybersecurity e Intelligenza Artificiale”. L’incontro si terrà giovedì 7 maggio, dalle ore 9 alle 13, presso l’aula Mauro Wolf in via Salaria 113, ed è aperto a giornalisti, studenti e pubblico interessato .
Il seminario affronta un nodo cruciale: l’intelligenza artificiale, sempre più utilizzata anche nel giornalismo, non è uno strumento neutrale. I sistemi di AI possono essere compromessi sia nella fase di addestramento sia in quella di utilizzo, producendo risultati non verificati o difficilmente verificabili. Questo aspetto rappresenta una sfida decisiva per la qualità dell’informazione e per il ruolo del giornalista come garante della verità dei fatti .
Nel campo dell’informazione, l’AI viene già impiegata per individuare fonti, supportare la produzione di contenuti e migliorare la loro diffusione. Tuttavia, la possibilità che i modelli siano “inquinati” o manipolati introduce rischi significativi: contenuti generati automaticamente possono apparire credibili pur non essendo verificabili, contribuendo alla diffusione di disinformazione e alla perdita di fiducia nei media.
Il programma del seminario riflette la complessità del tema, affrontando l’intelligenza artificiale da prospettive diverse. Si parlerà del rapporto tra diritto, democrazia e comunicazione nell’era dell’AI, delle implicazioni geopolitiche delle nuove tecnologie, degli usi e abusi dei sistemi intelligenti e delle ragioni per cui investire nelle tecnologie emergenti. Non mancherà un’analisi dei modelli “uncensored” e delle loro implicazioni, così come una riflessione sul corretto utilizzo dell’intelligenza artificiale nella professione giornalistica .
Tra i relatori figurano esperti del mondo accademico, giornalistico e tecnologico: Alberto Marinelli, Prorettore alle tecnologie innovative per la comunicazione della Sapienza; Barbara Carfagna, giornalista del TG1; Stefano Chiccarelli, CEO di RJ45; Alessandro Moretti, CEO di Meridian; Arturo Di Corinto, giornalista ed esperto di cybersecurity; Enrico Frumento, ricercatore Cefriel; e Lazzaro Pappagallo, giornalista del TG3 .
Il seminario, della durata di quattro ore, dà diritto a quattro crediti formativi obbligatori per i giornalisti e si inserisce in un percorso più ampio che mira a costruire competenze trasversali su cybersecurity e intelligenza artificiale. Un percorso che risponde a una necessità sempre più urgente: comprendere le tecnologie per governarle, evitando di subirne passivamente gli effetti.
In un contesto in cui l’intelligenza artificiale è destinata a diventare sempre più pervasiva, acquisire strumenti critici per riconoscerne limiti e vulnerabilità è fondamentale. Non solo per chi lavora nell’informazione, ma per l’intera società. Perché la qualità della conoscenza e la sicurezza digitale sono ormai elementi centrali per la tenuta democratica e per la fiducia nei sistemi informativi.
