(AGENPARL) - Roma, 24 Aprile 2026 - Nel panorama globale della transizione energetica, l’idrogeno è sempre più considerato una risorsa strategica. Tuttavia, la sua produzione resta ancora fortemente dipendente da processi altamente inquinanti, come il reforming del metano o la gassificazione del carbone. Una nuova tecnologia sviluppata dalla società 1s1 Energy potrebbe però segnare una svolta decisiva verso una produzione più pulita ed economicamente sostenibile.
L’azienda, cofondata dall’ingegnere argentino Dan Sobek, ha sviluppato materiali innovativi per celle elettrochimiche in grado di migliorare significativamente le prestazioni degli elettrolizzatori, i dispositivi utilizzati per produrre idrogeno verde attraverso l’elettrolisi dell’acqua.
Secondo quanto dichiarato dalla società, le nuove membrane a base di boro consentono di ridurre il consumo energetico fino al 30% rispetto ai sistemi tradizionali. Nei test condotti con partner industriali, gli elettrolizzatori dotati di questa tecnologia hanno richiesto solo il 70% dell’energia normalmente necessaria per produrre un chilogrammo di idrogeno.
Un risultato che potrebbe cambiare radicalmente l’equazione economica dell’idrogeno verde, ancora oggi penalizzato da costi elevati rispetto ai metodi convenzionali.
“Non si tratta solo di decarbonizzazione”, ha spiegato Sobek. “La nostra tecnologia permette anche una riduzione dei costi operativi fino al 60%, rendendo finalmente competitivo l’idrogeno verde su larga scala”.
Il progresso tecnologico si concentra sulla membrana a scambio protonico, componente chiave degli elettrolizzatori. Grazie all’utilizzo del boro, capace di attrarre e trasportare protoni in modo più efficiente, le nuove membrane garantiscono maggiore conducibilità, stabilità e resistenza alla corrosione.
Questo si traduce non solo in migliori prestazioni, ma anche in una maggiore durata dei sistemi, uno dei limiti principali delle tecnologie attuali.
Sebbene l’attenzione sia oggi focalizzata sulla produzione di idrogeno, la tecnologia sviluppata da 1s1 Energy apre prospettive anche in altri settori strategici. Tra questi figurano le celle a combustibile, le batterie a stato solido e persino l’estrazione sostenibile di metalli critici come il niobio o l’oro, senza l’uso di sostanze chimiche tossiche.
L’azienda ha già avviato progetti pilota con partner internazionali, tra cui aziende energetiche e minerarie in Brasile, e collaborazioni per la produzione di ammoniaca verde.
Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha fissato obiettivi ambiziosi per migliorare l’efficienza degli elettrolizzatori entro il 2031, ma secondo Sobek la sua azienda è già in grado di raggiungerli.
Nonostante ciò, la sfida resta complessa: per affermarsi su scala globale, l’idrogeno verde dovrà competere con infrastrutture consolidate e costi energetici ancora elevati in molte regioni del mondo.
Guardando al futuro, l’obiettivo di 1s1 Energy è espandere l’applicazione della propria tecnologia in diversi settori entro il 2030, costruendo un ecosistema industriale basato su soluzioni energetiche più sostenibili ed efficienti.
“Creare tecnologie ad alto impatto è sempre una sfida”, ha concluso Sobek. “Ma è anche l’unico modo per rendere possibile una transizione energetica reale e duratura”.