(AGENPARL) - Roma, 19 Aprile 2026 - I prezzi all’ingrosso dei prodotti alimentari di base e della maggior parte degli ortaggi tornano a salire in Bulgaria, confermando una tendenza al rialzo che continua a incidere sul costo della vita. Secondo i dati più recenti della Commissione statale per gli scambi di materie prime e i mercati all’ingrosso, tra il 14 e il 17 aprile si è registrato un nuovo aumento generalizzato.
L’indice dei prezzi all’ingrosso dei prodotti alimentari è cresciuto dello 0,87%, raggiungendo quota 2,784 punti rispetto ai 2,760 della settimana precedente. Si tratta di un dato significativo, considerando che il valore base era stato fissato a 1,000 nel 2005, segno di un incremento strutturale nel lungo periodo.
Nel comparto dei latticini, il formaggio bianco in salamoia di latte vaccino ha registrato un aumento dello 0,58%, arrivando a 6,07 euro al chilogrammo. Ancora più marcato il rialzo del formaggio giallo kashkaval Vitosha, salito dell’1,80% a 9,45 euro al kg. In controtendenza lo yogurt, sceso del 4,76% a 0,70 euro per confezione da 400 grammi, mentre il latte è aumentato sensibilmente del 6,16%, raggiungendo 1,25 euro al litro.
Anche le proteine animali mostrano un trend in crescita: la carne di pollo congelata ha guadagnato il 3%, attestandosi a 3,69 euro al kg. Le uova restano stabili a 0,23 euro l’una, mentre il burro registra una lieve flessione dell’1,17%, scendendo a 1,48 euro per confezione.
Tra i prodotti di base, il riso segna un aumento dello 0,31% a 1,64 euro al kg, mentre le lenticchie crescono del 2,44% fino a 2,10 euro al kg. In calo invece i fagioli secchi, che perdono il 2,47% attestandosi a 2,07 euro al kg. La farina registra una diminuzione significativa del 6,15% a 0,77 euro al kg, così come lo zucchero, in calo del 2,17% a 0,90 euro al kg. In aumento l’olio di semi di girasole, che sale del 3,26% raggiungendo 1,82 euro al litro.
Il settore degli ortaggi evidenzia le variazioni più marcate. Le cipolle guidano i rincari con un incremento del 33,33% fino a 0,61 euro al kg. Seguono la lattuga, in crescita del 19,06% a 0,89 euro al kg, e il cavolo, che aumenta del 13,83% a 0,72 euro al kg. Crescono anche i cetrioli (+5,97% a 2,13 euro/kg), i peperoni verdi (+10,80% a 4,00 euro/kg) e quelli rossi (+8,71% a 3,62 euro/kg), oltre alle carote, in aumento del 2,40%.
Alcuni prodotti mostrano invece una flessione: i pomodori scendono del 6,48% a 2,85 euro al kg, le patate calano dell’1,48% a 0,50 euro al kg e le zucchine registrano una diminuzione dell’8,30% a 1,74 euro al kg.
Per quanto riguarda la frutta, le arance aumentano del 6,72% arrivando a 1,31 euro al kg, mentre i limoni crescono marginalmente dello 0,12% a 2,02 euro al kg. In calo le banane (-1,15% a 1,51 euro/kg) e le mele, che registrano una diminuzione più marcata del 6,20%, scendendo a 1,21 euro al kg.
Nel complesso, i dati evidenziano un mercato ancora caratterizzato da forte volatilità, con rincari significativi soprattutto nel comparto ortofrutticolo. Un andamento che continua a riflettere le tensioni sulle filiere produttive e distributive, con possibili ripercussioni sui prezzi al consumo nelle prossime settimane.